PoliticaPrimo Piano

Forza Italia a Palermo, tra prove di forza e nodi interni irrisolti

Alla convention del partito Tajani difende la riforma della giustizia, Schifani consolida il controllo regionale ma restano malumori?

Tajani rilancia da Palermo: “Avanti con la riforma della giustizia”

Schifani rafforza la leadership in Sicilia tra sorrisi veri e qualcuno finto. Si avvertivano tensioni.

PALERMO, 22 marzo 2025 – Entrando in teatro abbiamo adocchiato la prima fila della convention di oggi: una distribuzione dei posti che rappresenta in modo evidente la misura della rappresentanza attuale di Forza Italia in Sicilia. Dalle nostre parti, si sa, il posto a sedere indica gerarchia e rispetto. Ecco la disposizione: a sinistra, il segretario nazionale di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, il segretario regionale di FI Marcello Caruso. Sul lato destro, il presidente del Consiglio comunale di Palermo Giulio Tantillo, il consigliere comunale Gianluca Inzerillo e il deputato Marco Intravaia. Una fotografia plastica degli equilibri in atto nel partito degli Azzurri?

Ma andiamo all’incontro di oggi.

Tajani: “La giustizia va riformata. Ora.”

La convention di Forza Italia ha confermato il pieno appoggio alla riforma della giustizia voluta dal governo Meloni, con parole nette da parte del segretario nazionale e vicepremier Antonio Tajani: “Noi siamo garantisti, la riforma della giustizia non è contro i magistrati, ma serve per dare più efficienza. Non possiamo avere processi che durano anni. La giustizia deve essere un diritto, non un percorso a ostacoli. Vogliamo un sistema che funzioni e che tuteli anche le imprese. La nostra battaglia non è nuova, è nel nostro DNA. E la porteremo avanti con coerenza e determinazione. L’Italia ha bisogno di legalità e garanzie, non di vendette e processi infiniti.”

Schifani fa ordine nel partito, ma le contestazioni non si sono spente

Accanto a Tajani, il presidente della Regione Renato Schifani ha interpretato un ruolo da leader pieno, rafforzando il suo posizionamento politico e cercando di mettere ordine nel partito. “Chi contesta lo fa per motivi ideologici, non entra mai nel merito. Noi vogliamo una giustizia più rapida, più efficiente, al servizio dei cittadini,” ha dichiarato, rivendicando la linea del garantismo liberale.

Ma la giornata è stata anche una prova di ricompattamento interno, con lanci di messaggi distensivi e toni apparentemente amichevoli. Una raccolta che si potrebbe chiamare “Tutte Forze Italia”, con l’obiettivo di mostrare unità in una fase complessa, sia a livello nazionale che regionale. Ma non tutti i sorrisi erano sinceri: si avvertivano tensioni.

Il dopo Pennino e la provocazione in platea

Per qualcuno, questa convention doveva rappresentare una tappa di recupero politico. Il dopo Pennino è ancora materia sensibile. In molti non hanno digerito le scelte che, secondo i più critici, non avrebbero premiato chi ha realmente lavorato sul territorio alle scorse elezioni. La Calabrò post Pennino non cala perché non attiva in forza Italia e di altra area. La contestazione è rimasta sommersa, ma palpabile.

Non è andata in port la provocazione orchestrata da Pennino, che avrebbe coinvolto alcune mamme legate al mondo dell’autismo per portarle in teatro a sostegno simbolico della sua posizione. Un gesto che molti hanno letto come una mossa ai limiti del ridicolo, finalizzata a reclamare il proprio siluramento. Guai a toccare il posto a chi, ormai, ne ha preso possesso: l’equilibrio interno è più fragile di quanto si voglia far credere.

Caruso osserva e guida, con equilibrio. Il segretario tiene le redini del partito

Marcello Caruso, segretario regionale di Forza Italia, ha ben figurato. Con compostezza e attenzione, osserva le dinamiche interne e tiene il punto. Non senza fatica, cerca di guidare la macchina azzurra evitando forzature e cercando un equilibrio che oggi assomiglia più a una tregua strategica che a una reale armonia. Ma nulla di grave. Solo tensioni normali in una fase di riassestamento. Forse?!

Tajani guarda all’Europa, Schifani consolida in Sicilia

Nel suo intervento finale, Tajani ha parlato anche di Europa e delle prospettive per le prossime elezioni europee: “Forza Italia è l’unico partito credibile nel PPE. Siamo garanzia di stabilità e riforme. Niente estremismi, niente populismi.”

In Sicilia, intanto, Schifani tiene il partito sotto controllo, rinsaldando rapporti e mostrando di essere ancora il punto di riferimento centrale e pure chi comanda. Ma la fase è delicata. E, oggi, non tutti i sorrisi erano veri.

Francesco Panasci

È direttore e fondatore de Il Moderatore, quotidiano online indipendente attivo dal 2007. Giornalista e autore, si occupa di politica, società, cultura e attualità italiana, con un approccio critico, diretto e indipendente.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio