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Formazione: ancora polemiche sul bando della discordia

Il bando della discordia continua a creare polemiche. Prima quelle dei nuovi enti di formazioni, che inizialmente si erano visti esclusi dall’avvio delle attività, perché si pensava che fosse prevista solo la proroga delle attività 2012 – 2014; adesso ad alzare la voce i sindacati che chiedono che vengano tutelati i lavoratori degli enti di formazioni che già hanno usufruito dei contributi negli anni passati. “Pur apprezzando lo sforzo di metter in carreggiata uno strumento di garanzia del servizio di natura pubblica erogato e di continuità lavorativa, non ci convince il contenuto dell’Avviso 1 del 2015, pubblicato dall’assessorato alla formazione professionale alla vigilia di ferragosto. Non ci convince la ‘ratio’ dell’Avviso che concepito per garantire i lavoratori dell’Albo regionale della Formazione professionale finisce invece per alimentare possibili nuovi licenziamenti”. A sostenerlo il Segretario Generale di Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo, commentando il contenuto del Decreto dirigenziale n. 5639 del 10 agosto 2015 – Avviso pubblico n.1/2015: “Il criterio di ripartizione delle risorse per numero di dipendenti in organico, in stile dichiarazione dei redditi e singolare visto che non è riscontrabile in altre parti della Penisola – continua Mascolo – costituisce un metodo che appare materialistico, freddo e senza anima che rischia di generare un supplemento di espulsioni che appesantirebbero oltre ogni limite la già conclamata emergenza sociale”.
Per l’Ugl Scuola questo bando conferma il fatto che non interessa la tutela e salvaguardia del personale inserito nell’albo dei formatori, recentemente istituito dallo stesso assessorato e che comprende circa 5 mila persone, che così rischierebbero di perdere il lavoro, secondo il sindacato. Si parla di lavoratori genericamente lasciando pensare alla pericolosa sfumatura che chiunque possa candidarsi, ottenere un finanziamento e utilizzare il proprio personale, penalizzando gli operatori della Formazione professionale in esubero ed in attesa di essere ricollocati con le nuove attività formative.
“Così come nessuna indicazione riscontriamo – prosegue il Segretario Generale della Scuola di Ugl – circa l’eleggibilità della spesa, cioè la data a partire dalla quale è possibile imputare i costi del personale, compresa la gestione dei corsi che conferma la confusione insita nel bando”.

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