Fondi pubblici e fondazioni nel mirino: l’inchiesta scuote l’ARS
Documenti, intercettazioni e domande aperte: cosa emerge dalle indagini su Galvagno e i legami tra eventi culturali, portavoce e fondazioni

Corruzione travestita da solidarietà: l’inchiesta che scuote l’ARS
Fondi pubblici, fondazioni private e incarichi in cambio di favori: il caso Galvagno scuote Palazzo dei Normanni
Un’inchiesta della Procura di Palermo getta ombre pesanti sul presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, e sul suo entourage. Al centro dell’indagine: eventi culturali, incarichi sospetti, fondazioni di facciata e milioni di euro di soldi pubblici gestiti come se fossero risorse private.
I nomi e gli intrecci
La trama si sviluppa intorno a tre figure chiave: il presidente Gaetano Galvagno, la sua portavoce Sabrina De Capitani e l’imprenditrice Marcella Cannariato, moglie del patron di Sicily by Car, Tommaso Dragotto, nonché vicepresidente della Fondazione Dragotto.
Le accuse formulate dai magistrati palermitani ipotizzano un sistema di scambio tra fondi pubblici e vantaggi personali o relazionali.
Sabrina De Capitani, prima di diventare portavoce di Galvagno, ha ricoperto un ruolo dirigenziale nella società lussemburghese Absolute Blue, destinataria di milioni di euro per la realizzazione di eventi a Cannes.
In mezzo, eventi culturali, progetti editoriali, iniziative “per le donne” e missioni istituzionali all’estero (come Cannes), tutte finanziate con soldi dell’ARS.
Le intercettazioni: il potere che parla
Le carte dell’inchiesta raccolgono conversazioni che rivelano un linguaggio disinvolto, diretto, per nulla istituzionale.
«Abbiamo messo i soldi, adesso ci deve essere un ritorno», sarebbe una delle frasi emerse nelle intercettazioni attribuite al presidente Galvagno, riportate da fonti giornalistiche.
La portavoce Sabrina De Capitani, intercettata più volte, parla apertamente di “fare lobbying” e si vanta di “saper muovere le cose“, mentre riceve incarichi e consulenze anche in assenza di reale attività svolta.
In un’altra intercettazione, Marcella Cannariato – definita figura chiave dell’entourage culturale – viene coinvolta in una conversazione in cui si fa riferimento a Marianna Amato, dipendente della FOSS (Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana), che sarebbe stata oggetto di esclusione da un evento finanziato con fondi pubblici. In una delle intercettazioni agli atti, viene riportato un passaggio in cui si fa riferimento alla possibilità di un incarico legale al fratello del presidente Galvagno. La frase, attribuita a Marcella Cannariato, suonerebbe così: «Va bene, le troviamo qualcosa, basta che non ci rompe i p…i».
Fondazioni, eventi, abiti e auto a noleggio: la solidarietà come strumento
Eventi che sventolano bandiere valoriali: il Festival Sicily Women and Cinema a Cannes, il cartellone Un Magico Natale, il progetto Sicilia per le donne. Tutti finanziati (si parla di circa 5-6 milioni di euro) con risorse pubbliche.
In mezzo: auto a noleggio offerte gratuitamente da sponsor, abiti sartoriali, vacanze, consulenze “di scambio”, richieste di regali e incarichi a familiari e collaboratori.
La Fondazione Dragotto, oggi sotto i riflettori, viene indicata come uno dei canali principali attraverso cui veicolare progetti e beneficiari. Una narrativa filantropica che, in alcuni casi, sembrerebbe coincidere con logiche di consenso politico e utilità personale.
Tutto avviene in concomitanza con un’altra vicenda che ha generato polemiche: il progetto del poliambulatorio pediatrico promosso dalla Fondazione Dragotto insieme al Policlinico di Palermo, finanziato anche dalla Regione Siciliana. Un progetto annunciato come atto di solidarietà, ma oggetto di un botta e risposta tra il presidente Schifani e Tommaso Dragotto durante il concerto “Gigi D’Alessio & Friends – Sicily for Life”.
Sarebbe quindi opportuno chiedere pubblicamente bilanci dettagliati e rendicontazioni chiare per garantire trasparenza su eventi che si presentano come solidali, ma che spesso diventano piattaforme di potere e visibilità selettiva.
Reazioni e silenzi
Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha chiesto un passo indietro a Marcella Cannariato da ogni incarico pubblico. Le opposizioni in ARS chiedono che Galvagno riferisca in Aula. Fratelli d’Italia tace.
Galvagno ha dichiarato: «Nessun vantaggio personale, massima trasparenza. Ho chiesto di essere ascoltato dai magistrati». De Capitani non commenta. Cannariato: «Mai conferito incarichi, nessun illecito».
Il vero danno: la fiducia nella politica
Nota importante: Le informazioni contenute in questo articolo provengono da fonti pubbliche e giornalistiche autorevoli, tra cui La Sicilia, LiveSicilia, Il Fatto Quotidiano e Repubblica Palermo. Le persone citate sono da ritenersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva. La Fondazione Dragotto non risulta formalmente indagata. Tommaso Dragotto ha negato ogni addebito e ha rivendicato pubblicamente l’impegno filantropico della Fondazione.
Il vero danno non è solo giudiziario: è etico, civile, culturale. Usare la solidarietà come paravento, la cultura come strumento clientelare, l’ARS come bancomat, ferisce la fiducia pubblica.
Il sospetto, se confermato, è che dietro sigle, progetti sociali e fondazioni con finalità alte, si nascondano scambi opachi, favori, interessi di pochi.
L’inchiesta è solo all’inizio. Ma l’eco, anche politico, è già assordante.
Nota editoriale: Questo articolo è un contenuto originale della redazione de Il Moderatore. Le ricostruzioni, i riferimenti e le connessioni tra fatti pubblici sono frutto di un lavoro autonomo di analisi giornalistica. Alcuni dati e dichiarazioni riportati sono stati già resi noti da fonti pubbliche e istituzionali. Tutti i soggetti citati sono da ritenersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva. L’obiettivo resta quello di informare in modo trasparente, documentato e rispettoso.



