Cronaca

Figuccia: “Temo che il Gay Pride diventi festa nazionale”

Angelo Figuccia

«Ho visto e ascoltato l’appello al popolo siciliano, dell’ associazione “ATTIVISTI GAY HARVE YMILK” che rivendica con sobrietà e decoro un’omosessualità, espressa con serietà e degna di rispetto». Queste le parole di Angelo Figuccia, consigliere comunale dell’Mpa.

«Mi ha colpito l’affermazione di uno degli attivisti, che nel video integrale dichiara “noi omosessuali seri non andiamo su carri mascherati…il gay pride è una piaga, che alimenta l’omofobia, fornendo un’informazione sbagliata e deviata sull’omosessualità. Noi non siamo piume colorate, corpi nudi che si baciano per strada!” A partire da questa affermazione sul Gay Pride, che condivido e sposo a pieno, sono amareggiato nel dover constatare che è in atto una vera e propria strumentalizzazione, di cui è vittima inconsapevole il Sindaco Orlando, il quale sta avallando un’azione di istituzionalizzazione della settimana del Gay Pride.

Ho appreso infatti con stupore, che in occasione delle iniziative e delle manifestazioni in corso, a partire da questa settimana, saranno sospesi i lavori del Consiglio Comunale. Peccato che le scuole siano già terminate, altrimenti mi sarei aspettato che chiudessero anche queste, proprio come accade durante le importanti ricorrenze dello Stato, come per la Festa della Repubblica il 2 Giugno. Non vorrei che la presenza a Palermo di importanti cariche dello Stato in questa occasione sia preludio per il riconoscimento di Festa Nazionale al Gay Pride.

Ma se è vero che anche il mondo gay respinge il Gay Pride, considerandolo una “pagliacciata di persone sporche e sudate” e affermando : “Come spieghiamo ai bambini che il modo giusto per chiedere diritti è quello del Gay Pride?”, allora non solo non capisco il senso della manifestazione, ma soprattutto non posso accettarne l’istituzionalizzazione. Si rafforza in me il pensiero di una visione seria e decorosa, che qualcuno potrà definire anche “integralista” o “medioevale”, ma che aiuta certamente ad uscire da un tunnel fatto di oscenità e depravazione, non condiviso non solo da me che sono un uomo di 60 anni, ma anche da tante persone indipendemente dal fatto che siano gay o etero, che vivono la loro vita nel rispetto di se stessi e del mondo che ci circonda».

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