Sicilia, Figuccia: “Il centrodestra rompa con gli schemi stantii o ceda il campo”
Il questore leghista all'ARS dopo il voto referendario: "Servono coraggio, unità e un progetto credibile"

POLITICA
Figuccia (Lega): “Il centrodestra deve rinnovarsi o rischia di perdere la Sicilia”
Il deputato questore all’ARS lancia l’allarme dopo il referendum: “Basta con la gestione del consenso, servono coraggio e visione”
Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Assemblea regionale siciliana, rompe gli indugi e chiede una svolta netta per il centrodestra siciliano. Lo spunto arriva dal risultato referendario, che il parlamentare leghista legge come un segnale inequivocabile: il tempo dei rinvii è finito.
“Non c’è più tempo per rinviare: il centrodestra deve reagire e ripartire più forte di prima, rinnovandosi e riconoscendo con chiarezza gli errori compiuti. Il segnale arrivato dal referendum è netto e non può essere ignorato”.
Basta con la vecchia politica: il coraggio di cambiare
Al centro della riflessione del deputato c’è una critica diretta a certi metodi consolidati che, secondo lui, hanno logorato il rapporto tra la coalizione e i cittadini.
“Serve il coraggio di rompere definitivamente con pratiche e schemi stantii”, sottolinea Figuccia. “In Sicilia la politica non può più ridursi a mera gestione del consenso o, peggio, a terreno di logiche clientelari. I cittadini chiedono scelte forti, visione e risultati concreti”.
Unità come unica strada percorribile
Figuccia non nega i risultati ottenuti dalla coalizione, ma li usa come argomento a favore della coesione interna.
“Tante cose sono state fatte e, quando siamo stati uniti, abbiamo raggiunto risultati importanti. Proprio per questo è fondamentale evitare scontri e contrapposizioni interne: la strada da seguire è quella dell’unità. Il vero avversario è la cattiva politica e offrire un progetto chiaro e coeso rappresenta l’unico modo per aggregare e costruire consenso”.
Rinnovabili, turismo, agroalimentare e Ponte: le carte da giocare
Il parlamentare individua con chiarezza le leve strategiche su cui costruire il rilancio, senza giri di parole.
“La nostra Regione possiede tutte le potenzialità per guidare il cambiamento: energie rinnovabili, turismo e agroalimentare, oltre al ponte sullo Stretto, rappresentano assi strategici fondamentali. Tuttavia, senza una svolta reale nelle scelte politiche, queste opportunità rischiano di restare solo sulla carta”.
La sfida: una proposta credibile all’altezza dei siciliani
Figuccia chiude con un appello diretto alla coalizione, senza margini di ambiguità.
“Il centrodestra ha il dovere di ripartire e rinnovarsi adesso, senza ambiguità, offrendo una proposta credibile e all’altezza delle aspettative dei siciliani”.
La Sicilia, insomma, non aspetta. E il centrodestra, secondo Figuccia, non può più permettersi di farlo.


