“Non si vive con 800 euro”: Figuccia rilancia la battaglia per gli ex PIP della SAS
Il deputato regionale chiede più ore e stipendi dignitosi per i lavoratori transitati nella partecipata regionale

Il deputato regionale Figuccia torna a sollecitare il governo siciliano sulla questione dei lavoratori ex PIP ora impiegati nella Società per l’Azione Sociale (SAS). Dopo il riconoscimento del superamento del lavoro nero, resta aperta la questione delle retribuzioni insufficienti che tengono molti dipendenti sotto la soglia di povertà.
“Riconosciamo al Governo regionale il merito di avere posto fine a una lunga stagione di lavoro nero, come richiesto a gran voce da tutti, ma adesso bisogna eliminare anche il precariato economico collegato a buste paga da fame. Non possiamo ignorare che molti lavoratori ex PIP, oggi transitati nella SAS, continuano a percepire poco più di 800 euro al mese. È evidente che non si può vivere dignitosamente sotto la soglia di povertà: per questo chiediamo che le ore di lavoro vengano immediatamente portate a 36 settimanali“.
Il deputato ricorda che questi lavoratori per anni hanno subito condizioni inaccettabili, impegnati per 30 ore settimanali con compensi irrisori. “Molti di loro stanno già avviando azioni per il riconoscimento della differenza retributiva e contributiva. È arrivato il momento di interrompere definitivamente questa condizione e di porre rimedio alle ingiustizie subite”, prosegue Figuccia.
“Per questa ragione chiediamo che già nella prossima legge finanziaria regionale vengano programmate le risorse necessarie a garantire un impegno full time per tutti i lavoratori all’interno della SAS”
L’intervento dovrebbe riguardare anche gli operatori ex Keller impiegati nella stessa partecipata. “Si tratta di un numero esiguo di dipendenti, ma proprio per questo è ancora più necessario e doveroso intervenire con lo stesso tipo di provvedimento, assicurando anche a loro il pieno orario di lavoro e il riconoscimento della stessa dignità professionale” conclude Figuccia.






