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Figli di coppie omogenitoriali: la Corte Costituzionale dà ragione ai diritti, ma a Palermo la mozione è ancora bloccata

Con la sentenza n. 68, la Consulta dichiara incostituzionale parte della legge 40/2004, ma la mozione del Comitato “Esistono i Diritti” giace in Consiglio comunale da due anni

Palermo 22 maggio 2025 – Una decisione storica della Corte Costituzionale riafferma con forza il diritto dei minori a un’identità giuridica piena e integrata. Con la sentenza n. 68/2025, i giudici della Consulta hanno dichiarato incostituzionale l’articolo 8 della legge 40 del 2004, nella parte in cui nega il riconoscimento del legame genitoriale nelle coppie omogenitoriali, separando arbitrariamente la genitorialità biologica da quella affettiva e di responsabilità.

Un passaggio epocale che apre la strada a un riconoscimento più equo delle famiglie arcobaleno, ma che, paradossalmente, trova ancora ostacoli a livello locale. A Palermo, infatti, una mozione presentata dal Comitato “Esistono i Diritti” da oltre due anni giace bloccata in Consiglio comunale, per il veto di una parte della maggioranza che ne impedisce perfino il prelievo.

«Una vergogna democratica», attacca Cesare Mattaliano, ex consigliere comunale e membro attivo del Comitato. «Parliamo di un atto condiviso da 1061 cittadini e firmato trasversalmente da più consiglieri. Un’iniziativa che anticipava esattamente quanto oggi la Consulta ha sancito come diritto costituzionale. Eppure – prosegue – per arroganza e pregiudizio ideologico viene ignorata, nonostante coinvolga i diritti fondamentali dei minori».

La mozione chiedeva al Sindaco di Palermo di avviare la registrazione anagrafica dei figli di coppie omogenitoriali, indicando come genitori entrambe le persone che si sono consapevolmente assunte la responsabilità del progetto genitoriale. Un invito basato sulle sentenze 32 e 33 del 2021 della stessa Corte costituzionale, che già avevano segnalato la necessità di un intervento legislativo in materia.

Oggi, con la sentenza n. 68, arriva un ulteriore e più incisivo monito al Parlamento, affinché si discuta finalmente una normativa che ponga fine a discriminazioni ormai riconosciute come incostituzionali. La mozione del Comitato, oltre a chiedere l’immediato intervento del Comune, sollecita anche il legislatore nazionale a prendere in esame le proposte di legge già depositate.

«Questa non è solo una questione giuridica – conclude Mattaliano – ma una battaglia di civiltà, che riguarda la dignità e l’uguaglianza di tutte le famiglie. Palermo dovrebbe essere in prima linea, invece resta indietro. È il momento di agire».

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