Tempo Libero

Fiat Termini Imerese, proposta di interrogazione parlamentare

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera inviata ai parlamentari Sen. Di Giorgi, Sen. Lumia, On. Culotta, On. Faraone, On. Moscatt, con relativa proposta di interrogazione del parlamento sulla vicenda legata agli operai della Fiat che, purtroppo, rischia di avere drammatici risvolti sul piano sociale.

PROPOSTA DI INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PER LA CAMERA DEI DEPUTATI ED IL SENATO DELLA REPUBBLICA

PREMESSO CHE
il gruppo Fiat auto SpA, nel dicembre 2009, ha manifestato l’intenzione, ad oggi irrevocabile, di cessare la propria attività presso lo stabilimento di Termini Imerese (Palermo) in ragione di un presunto svantaggio competitivo che inciderebbe negativamente sui bilanci dell’Azienda al punto tale da rendere anti-economica la gestione dello stabilimento;

la notizia della chiusura dello stabilimento a fine 2011 ha destato, e continua a destare, vivo allarme e preoccupazione non soltanto in Sicilia e nel Mezzogiorno per le gravi ricadute sociali ed economiche che avrà non solo per il comprensorio di Termini Imerese; al momento della cessazione dell’attività erano impegnati nello stabilimento di Termini Imerese circa 1.700 lavoratori, oltre ad altri 300 occupati nell’indotto, che nel corso del tempo hanno disimpegnato un lavori di qualità e di buona professionalità;

il gruppo Fiat ha più volte beneficiato, direttamente e indirettamente, di significativi interventi pubblici a sostegno delle loro politiche industriali;
che il MISE ha già avviato – da mesi – in risposta alle richieste dei lavoratori, delle Istituzioni locali e delle forze sindacali uno specifico tavolo di confronto per superare la crisi dell’insediamento produttivo siciliano attraverso l’acquisizione di proposte di operatori privati, preferibilmente del settore automotive, disponibili ad insediarsi nel polo industriale di Termini Imerese;

che il Governo nazionale ha ritenuto di dover affidare l’incarico di valutazione delle manifestazioni di interesse pervenute ad un advisor INVITALIA;

che la Regione siciliana con deliberazione della Giunta regionale n. 482 del 20.11.2009 ha delineato un progetto di rilancio dell’insediamento produttivo di Termini Imerese;

che il Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, nel maggio del corrente anno, ha dichiarato “Fiat deve restare a Termini e io troverò i finanziatori”, annunciando al contempo di avere elaborato una idea per rilanciare lo stabilimento di Termini Imerese e di avere avviato interlocuzione con il management della FIAT al fine di giungere alla stesura di un nuovo progetto produttivo per il sito industriale siciliano;

CHIEDE
1. di avere contezza di quale tempistica e di quali attività siano state poste in essere dal MISE per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali dello stabilimento
Fiat di Termini Imerese e del suo indottoal momento della cessazione dell’attività (dicembre 2011);
2. di sapere quanto e con quali modalità è stato impegnato o speso della provvista finanziaria garantita dal Governo nazionale a copertura dell’attività del MISE: AdP per la reindustrializzazione del polo di Termini Imerese;
3. di conoscere quale onere finanziario ha comportato – in via diretta od indiretta – l’attività di advisor pubblico disimpegnato da Invitalia S.p.A.;
4. di avere contezza in ordine a quali sono le misure incentivanti previste per favorire l’insediamento produttivo di nuove aziende nell’area industriale di Termini Imerese;
5. di conoscere quali sono le misure di sostegno previste dall’ordinamento legislativo regionale siciliano che possono contribuire a favorire il processo di re-industrializzazione del polo di Termini Imerese;
6. di sapere se il programma di interventi infrastrutturali promosso dalla Regione siciliana per rilanciare la presenza industriale nell’area di Termini Imerese ricorrendo all’accensione di un mutuo dedicato di 150 milioni di euro (legge regionale 12 maggio 2010, n.11) è stato già avviato;
7. se il MiSE ha già opportunamente provveduto ad integrare la provvista finanziaria dedicata per la Zona Franca Urbana di Termini Imerese che, unica nel Mezzogiorno, si estende anche nell’area industriale;
8. se, in assenza di valide proposte industriali, il Governo nazionale si riservi di esercitare tutto il suo peso istituzionale per far si che Fiat posterghi la data prevista di avvio delle procedure di licenziamento collettive – per norma da avviarsi entro il 75^ giorno antecedente alla data di cessazione delle misure di cassa integrazione straordinaria (31/12/2013) – fino a quando non si è certi di avere garantito una capacità produttiva in grado di garantire, per il comprensorio Imerese, gli attuali livelli occupazionali;
9. se il Governo ritenga opportuno riacquistare piena centralità nelle trattative con le parti firmatarie dell’Accordo del 2011, riportando il tavolo presso il MISE di Roma.

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