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Festa dell’Unità a Palermo, festa di polemiche

Sarà una festa di polemiche la Festa dell’Unità a Palermo. Polemiche nel Pd tra chi vuole celebrare questo matrimonio con l’Ncd e chi invece rimane fedele alla linea. Polemiche per il caso Crocetta, polemiche per le nomine all’Ars, polemiche su polemiche… e da festeggiare non ci sarà nulla.

Ma come una vecchia sagra di paese non può mancare la festa dedicata alla testa giornalistica retta dai democratici e così si preparano gli stands, i banchetti del cibo e le brochure, la storia è sempre la stessa ma cambia la location.

Dopo anni al Giardino Inglese quest’ anno saranno i Cantieri della Zisa ad ospitare la manifestazione, i Cantieri, simbolo di una peseudo rinascita Orlandiana.

E siccome, come abbiamo detto, le polemiche non mancano, anche Fabrizio Ferrandelli, prima testimonial della Festa adesso alza la voce:  “Una classe dirigente inadeguata che ha bloccato l’isola può ancora farci la lezioncina su come far ripartire la Sicilia e il Sud?  Credo di no. Chi ha avuto responsabilità di governo in questi 3 anni non può  presentarsi alla festa come la soluzione dei problemi della Sicilia. Non può parlare di cambiamento”. Lo scrive su Facebook Fabrizio Ferrandelli, a proposito della festa nazionale de l’Unità che si svolgerà a Palermo a fine settembre.

“Ancor più grave, – aggiunge – continuano a perseverare in questo disastroso disegno. Prova ne è, in queste ore, il corteggiamento imbarazzante del Pd all’Ncd e il matrimonio che celebrerà il vicesegretario del Pd Guerini alla Festa de L’Unità tra i democratici e alcuni cespugli di gattopardiana memoria. Come se la soluzione ai problemi della Sicilia fosse quella di aggiungere un posto a tavola e non quella di staccare immediatamente la spina e immaginare una nuova stagione”.

“Guerini – sottolinea Ferrandelli – dovrebbe prendere il microfono alla festa de l’Unita e, rivolgendosi al popolo democratico e ai siciliani, avviare le procedure di fallimento di un governo e di una classe dirigente e non legittimare il quarto rimpasto in tre anni. Il tema non è aprire ai moderati, ma chiudere la porta in faccia a una classe politica trasversale, complice di fallimenti e di trasformismi”.

“Questo – conclude – vorrei raccontare alla festa, magari con un faccia a faccia con Crocetta. Io non ho paura e l’ho dimostrato con i fatti, il Pd avrà coraggio?”

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