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Tir, primo risultato della protesta: incontro con Salvini il 22 aprile

Il Comitato trasportatori siciliani ottiene l'incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Resta lo stato di agitazione in attesa dell'esito del tavolo

TRASPORTI

Fermo dei Tir sospeso in Sicilia: i trasportatori convocati da Salvini il 22 aprile

Stop al blocco nei porti, i trasportatori pronti al confronto sulle criticità dell’isola

La protesta dei trasportatori siciliani segna un primo punto. Dopo giorni di blocco nei porti dell’isola, il Comitato trasportatori siciliani ottiene la convocazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il 22 aprile e sospende il fermo dei Tir avviato martedì scorso. L’incontro con il ministro Matteo Salvini rappresenta il risultato atteso dalla categoria, che ora si prepara a portare sul tavolo romano le istanze del settore.

A dare la notizia è il segretario del Comitato, Salvatore Bella, con un comunicato che conferma sia la sospensione del blocco sia il mantenimento dello stato di agitazione:

“Abbiamo ricevuto l’attesa convocazione dal ministro Salvini per il 22 aprile al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Gli sottoporremo le criticità tutte siciliane e le nostre soluzioni. Confidiamo in un risultato concreto, sia a breve termine che a lungo termine.”

Al MIT, il Comitato presenterà le problematiche specifiche del contesto isolano insieme alle soluzioni già elaborate. La sospensione del fermo non equivale a una resa: lo stato di agitazione rimane attivo e l’esito del 22 aprile sarà determinante per le mosse successive della categoria.

Bella ha rivolto un ringraziamento esplicito alle istituzioni che si sono attivate per sbloccare la trattativa, citando in particolare Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, il vicepresidente del governo regionale Luca Sammartino, i prefetti dell’isola e la Digos. Un riconoscimento va anche a Giovanni Arena, amministratore del gruppo Arena Gdo.

Il settore del trasporto merci su gomma in Sicilia vive da tempo una condizione di pressione strutturale legata ai costi del traghettamento, alla concorrenza extraregionale e a una rete infrastrutturale che pesa in modo asimmetrico sugli operatori dell’isola. Sono questi i nodi che il Comitato intende sciogliere nell’incontro romano, con l’obiettivo di ottenere misure immediate e impegni di medio periodo. Il 22 aprile sarà il banco di prova per capire se la protesta si trasforma in policy o resta un appuntamento senza seguito.

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