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Proteste al patriarcato. Le femministe dopo un lungo silenzio tornano in piazza.

Presidio a Torino contro il DDL Bongiorno: nel mirino il tema del consenso e il ritorno del confronto politico nelle piazze

Torino, le femministe tornano in piazza contro il DDL Bongiorno: “È patriarcato”

Presidio ai Murazzi promosso da Non Una di Meno: nel mirino il disegno di legge sul consenso

TORINO – 16 febbraio 2026. Le femministe tornano in piazza. È accaduto ieri, domenica 15 febbraio, ai Murazzi sul Po, dove il movimento Non Una di Meno ha promosso un presidio contro il DDL Bongiorno, il disegno di legge che interviene sul tema del consenso nei reati di violenza sessuale.

Il presidio contro il disegno di legge

La mobilitazione, annunciata nei giorni scorsi da diverse realtà associative locali, si è svolta nel pomeriggio con slogan e striscioni rivolti contro il provvedimento attualmente al centro del dibattito politico e giuridico. Al centro della protesta, la contestazione di un presunto arretramento nella definizione del consenso nei rapporti sessuali.

Secondo le promotrici dell’iniziativa, il disegno di legge “torna a dare spazio a una concezione patriarcale e retriva della relazione e della sessualità”, mettendo in secondo piano il ruolo del consenso esplicito.

Il ritorno alla piazza

Dopo mesi di apparente silenzio mediatico su altri episodi di violenza che hanno interessato il dibattito pubblico nazionale, la protesta torinese segna il ritorno in piazza di alcune sigle femministe su un tema normativo interno. Un ritorno che riapre inevitabilmente il confronto sulla selettività delle mobilitazioni e sulle priorità che animano l’attivismo organizzato.

Nel corso degli ultimi mesi, infatti, numerosi fatti di cronaca legati ad aggressioni e violenze contro donne hanno alimentato il dibattito politico e sociale, senza tuttavia produrre mobilitazioni di piazza della stessa intensità o visibilità. Analogo silenzio è stato segnalato da osservatori e commentatori anche in relazione alle proteste delle donne iraniane, protagoniste di manifestazioni per i diritti civili e l’accesso all’istruzione.

La mobilitazione contro il DDL Bongiorno si inserisce così in un contesto già segnato da un acceso confronto politico e istituzionale, dove le iniziative di piazza tendono spesso a convergere con altri segmenti del dissenso organizzato. Non è escluso che nei prossimi giorni il fronte della protesta possa ampliarsi, coinvolgendo ulteriori realtà associative, sindacali e collettive che da tempo esprimono posizioni critiche nei confronti dell’attuale esecutivo.

In questo scenario, torna centrale la distinzione tra mobilitazioni di carattere sociale e iniziative a forte impronta politica, in un quadro dove il dissenso assume forme e linguaggi differenti a seconda degli obiettivi e dei contesti di riferimento.

Francesco Panasci

È direttore e fondatore de Il Moderatore, quotidiano online indipendente attivo dal 2007. Giornalista e autore, si occupa di politica, società, cultura e attualità italiana, con un approccio critico, diretto e indipendente.

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