Arte e CulturaPrimo Piano

Federico II e il suo tempo: discussione all’Accademia di Belle Arti

Accademia di Belle Arti
Accademia di Belle Arti

(di redazione) Giovedì 27 ottobre alle ore 17,00, l’Accademia di Belle Arti di Palermo (Palazzo Fernandez, via Papireto 20) presenta, il libro Federico II e il suo tempo. Il Regnum e l’impero, il papato, le etnie, le culture, appena uscito per le Edizioni di Storia. Partecipano all’evento i quattro studiosi che hanno firmato l’opera, Ferdinando Maurici, Ferdinando Raffaele, Carlo Ruta e Teresa Sardella, il direttore dell’Accademia Mario Zito e il docente responsabile della biblioteca Toni Romanelli.

Federico II di Svevia: una figura di monarca complessa, che non ha mai smesso di alimentare discussioni, sin dal tempo in cui egli visse e dominò la scena dell’Impero romano-germanico, quando per i papi e i loro partigiani guelfi era la bestia dell’Apocalisse e l’anticristo mentre per altri era lo stupor mundi. Chi fu realmente? Un cristiano autentico o un laico e illuminista ante litteram? Un campione dell’interculturalità? Un anticipatore dello Stato moderno o un regnante del medioevo? Quale il peso effettivo che egli ebbe nella vicenda intellettuale del XIII secolo? Questi i quesiti cui rispondono gli autori del libro, che scandagliano la figura dell’imperatore svevo da una varietà di prospettive.

Teresa Sardella, docente universitaria di Storia medievale, esamina le radici storiche e giuridiche dell’impero federiciano e alla luce di questo excursus spiega le ragioni del lungo contenzioso politico che oppose il regnante svevo ai pontefici di Roma. Carlo Ruta, saggista e studioso di storia del Mediterraneo, definisce le complessità e gli eclettismi che caratterizzarono la condotta dell’imperatore svevo, tanto sul terreno politico quanto in quello intellettuale. Ferdinando Maurici, storico e archeologo medievalista, propone un esame a tutto campo della vicenda federiciana, da una serie antefatti di epoca normanna alla decadenza del disegno universalistico dell’imperatore svevo. Delle politiche culturali di Federico II e, in particolare, della Scuola poetica siciliana, argomenta infine Ferdinando Raffaele, filologo e storico di letterature romanze.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button