Politica

Faraone a giudizio per diffamazione: “Non mi pento”

L’onorevole Davide Faraone (Pd)

“Sono certo che quanto dichiarato e verificato allora corrisponda ad assoluta verità. In ogni caso, essere rinviato a giudizio per aver difeso gli interessi dei cittadini e del comune che allora rappresentavo in quanto consigliere comunale e segretario cittadino quasi mi inorgoglisce”.

Queste le parole del deputato regionale del Partito Democratico Davide Faraone dopo aver appreso della richiesta di rinvio a giudizio a seguito della denuncia per diffamazione aggravata presentata da Maurizio Pedicone, ex capo dei vigili urbani di Palermo e Marolina Labate, allora dirigente del servizio verbalizzazioni.

“Dalla mia attività di consigliere comunale e dal sopralluogo fatto alla caserma dei vigili svolto nel 2006, sono emerse irregolarità e disservizi che arrecarono al comune di Palermo danni enormi. Fascicoli spariti, multe mai riscosse, agevolazioni ad assessori e politici, una gestione disordinata e inefficiente dei ricorsi, tutto questo si trasformò – continua il deputato – in spese pesantissime per il comune di Palermo. Non mi pento di aver condotto quella battaglia e se tornassi indietro lo farei di nuovo. I cittadini sanno chi sono io e oggi sanno chi è l’allora capo dei vigili Maurizio Pedicone, di recente sorpreso ‘a giocare alla guerra’ con armi vere in un spazio pubblico nelle campagne di Portella della Ginestra – conclude Davide Faraone – Io dovrò rispondere di diffamazione, se così verrà giudicata, lui di ben altro“.

Comunicato Stampa

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