Dalla carta al marmo: il codice di Leonardo riaccende la millenaria Basilica di Vitruvio
Mentre i fondi PNRR scavano nel passato, il capolavoro del Rinascimento vola nelle Marche per un’operazione culturale senza precedenti

CULTURA E ARCHEOLOGIA
Le rotte della bellezza italiana si intrecciano quest’anno in modo inaspettato, tracciando una linea invisibile ma potentissima tra i vertici dell’arte rinascimentale e le fondamenta dell’antichità romana. La notizia arriva direttamente dal cantiere di Piazza Andrea Costa a Fano, dove le pale e i rilievi scientifici stanno restituendo le mura della Basilica progettata da Vitruvio nel I secolo a.C., l’unica opera che l’architetto romano dichiarò espressamente di aver tirato su con le proprie mani.
Il corpo perfetto sfida la polvere del cantiere
Proprio su questa terra umida di storia, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha annunciato un colpo di scena espositivo che promette di catalizzare l’attenzione internazionale durante i prossimi mesi caldi. L’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci lascerà temporaneamente le blindatissime Gallerie dell’Accademia di Venezia per essere esposto a Fano per alcuni giorni. Si tratta di un’operazione lampo di diplomazia museale e di valorizzazione territoriale che connette il disegno proporzionale più celebre del pianeta con il genio di colui che ispirò quelle stesse geometrie antropocentriche.
Il Ministro Giuli, circondato dai vertici istituzionali locali tra cui il Governatore Francesco Acquaroli e il Sindaco Luca Serfilippi, ha voluto scandire con chiarezza la linea d’azione del governo centrale, sottolineando come l’archeologia non debba restare un affare per pochi intimi nei laboratori:
“La novità che sono lieto di annunciare è che l’estate fanese avrà come protagonista l’Uomo Vitruviano di Leonardo: verrà esposto qui per alcuni giorni, grazie alla collaborazione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Mentre proseguono le ricerche e gli scavi, e la città vive la stagione estiva, il Ministero della Cultura farà la propria parte: sostenendo, valorizzando e tutelando l’archeologia del territorio, ma anche portando a Fano l’opera di Leonardo più significativa legata al nume tutelare della città”
– il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli
Caccia al tesoro col PNRR: la terra restituisce i marmi dell’Impero
I soldi dietro questa operazione non sono cifre teoriche. La scoperta della Basilica è avvenuta a gennaio di quest’anno grazie ai massicci stanziamenti del PNRR – Next Generation EU, all’interno di un piano strategico in cui il Ministero da lui guidato ha iniettato oltre 124 milioni di euro di investimenti totali nelle Marche, a cui si aggiungono quasi 15 milioni di euro erogati tra il 2022 e il 2025 per dare ossigeno e modernità ai musei regionali. Dal 15 aprile, il ritmo degli scavi è serratissimo e le ultime ore hanno regalato agli occhi degli esperti blocchi di fondazione del muro perimetrale, murature strutturali e frammenti di preziose lastre lapidee che quasi certamente componevano l’antico calpestio su cui camminavano i cittadini dell’impero.
L’impatto scientifico di questo ritrovamento scuote la mappa dei beni culturali italiani e ridefinisce i flussi del Mediterraneo archeologico.
“Il rinvenimento della Basilica descritta da Vitruvio rappresenta una scoperta di eccezionale valore scientifico. L’antica Fanum è stata un modello architettonico della civiltà occidentale e le Marche si confermano uno scrigno prezioso della nostra storia. La prosecuzione degli scavi sta consentendo di acquisire nuovi elementi e ulteriori dettagli, accrescendo progressivamente la conoscenza del sito”
– il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli
Se il passato diventa un magnete per il futuro
Vedere un disegno fragile e leggendario sfidare i protocolli di conservazione per ritrovare la sua radice architettonica a Fano apre scenari nuovi per tutti i distretti storici dell’isola, ricordandoci che la tutela ha senso solo se si trasforma in una narrazione capace di scuotere il presente e produrre economia reale.



