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Social network, la causa del “sonno frizzante”

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L’uso ininterrotto di smartphone, personal computer, ipad e di tutti i dispositivi tecnologici oggi di gran moda, soprattutto tra i giovani, minaccia il regolare riposo notturno. Stare collegati fino a tardi su facebook, twitter e chat varie ha effetti collaterali sul nostro sonno.

Come la semi-sonnia, sorella minore dell’insonnia che danneggia corpo e psiche. Si tratta di una sorta di sindrome del sonno interrotto che si sta diffondendo a macchia d’olio a causa dell’overdose di informazioni da cui veniamo bombardati quotidianamente.

In Inghilterra il fenomeno ha raggiunto proporzioni così grandi da far nascere una nuova professione: lo sleep coach, un allenatore del sonno. La regola principale è quella di staccare la spina.

Nerina Ramlakhan, sleep coach al Capio Nightingale Hospital di Londra, ha scritto un libro su questa tematica “Tired but wired” (Stanchi ma connessi) e ha coniato un neologismo per definire la sindrome da sonno interrotto: fizzy sleep, in italiano sonno frizzante.

Ramlakhan ha spiegato: “Ovviamente non è un termine scientifico però i miei pazienti sanno bene a cosa mi riferisco. Si dorme, ma in realtà non riposano perché il loro cervello è iperattivo, troppo pieno di informazioni”. E’ dimostrato che gli schermi luminosi possono ridurre di quasi un quarto i livelli di melatonina e che le persone esposte alle radiazioni emesse dai telefonini impiegano più tempo a entrare nella fase del sonno profondo e meno tempo a uscirne.

Alessandro Marsala

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