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Fabbrica clandestina di sigarette: sequestrate 17 tonnellate di tabacco e un impianto da 2 milioni di euro

Settanta finanzieri di Palermo smantellano una struttura capace di produrre 4 milioni di sigarette al giorno e di sottrarre allo Stato 160 milioni di euro l'anno

CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Fabbrica clandestina di sigarette smantellata nel Veronese: sequestrate 17 tonnellate di tabacco e un impianto da 2 milioni di euro

L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Palermo su delega della Procura europea, ha portato alla scoperta di uno stabilimento capace di produrre 4 milioni di sigarette al giorno e di generare un profitto illecito da 700 mila euro ogni 24 ore.

Dietro i muri di un capannone industriale a Castagnaro, in provincia di Verona, i finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno trovato quello che si può definire il clou di un traffico illecito su scala industriale. Non un deposito improvvisato, ma una vera e propria fabbrica di sigarette clandestine, tecnologicamente avanzata, capace di ingannare i controlli e di produrre ogni giorno quattro milioni di sigarette destinate al mercato nero.

Lo stabilimento e i numeri del sequestro

L’impianto si estende su oltre 5.000 metri quadri all’interno di un polo logistico e vale più di 2 milioni di euro. Al momento del blitz, i militari hanno trovato 8 tonnellate di sigarette già pronte, circa 8 tonnellate di tabacco triturato e 108 bancali di materiali per il confezionamento — tra cui packaging con i loghi contraffatti di Marlboro e Winston. In totale, tra lo stabilimento di Castagnaro e i depositi di Monselice e Terrassa Padovana, il sequestro ha raggiunto le 17 tonnellate di sigarette e 31 bancali aggiuntivi di materiali per la produzione.

Lavoratori alloggiati nel capannone

All’interno della struttura vivevano e lavoravano 11 cittadini stranieri, tra bulgari e ucraini, sistemati in stanze di fortuna ricavate nello stesso edificio. Le autorità li hanno denunciati insieme ai due italiani titolari dell’opificio e del deposito, tutti con l’accusa di detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando e contraffazione di marchi registrati.

Come i finanzieri hanno risalito la filiera

L’indagine ha preso le mosse da una serie di sequestri di sigarette effettuati sul territorio di Palermo. Da lì, risalendo tutta la catena di approvvigionamento, gli investigatori hanno puntato verso nord. La localizzazione dello stabilimento si è rivelata particolarmente difficile: i trasportatori adottavano rigorose contromisure per nascondere i siti di produzione. I finanzieri hanno risposto con sistemi di videosorveglianza, lunghi appostamenti e pedinamenti, seguendo i movimenti dei Tir fino al capannone di Castagnaro. All’operazione hanno partecipato oltre 70 uomini, con il contributo dei colleghi di Verona e Padova.

Il danno alle casse pubbliche

Il solo stock di sigarette sequestrate avrebbe sottratto allo Stato e all’Unione europea — tra accise e IVA evasa — circa 3,5 milioni di euro. Ma il dato più impressionante riguarda la capacità produttiva dell’impianto: 700 mila euro di profitto illecito al giorno, che su base annua si traducono in oltre 240 milioni di euro di fatturato criminale e un danno per le finanze pubbliche stimato in 160 milioni di euro l’anno.

Il contrabbando di tabacchi lavorati non è solo un reato fiscale: alimenta circuiti criminali strutturati, sfruttamento della manodopera e contraffazione industriale. Questa operazione dimostra come le reti illecite siano capaci di mimetizzarsi dentro l’economia legale  e come solo un’attività investigativa prolungata e coordinata riesca a smantellarle dall’interno.

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