Vertenza Almaviva, il decreto c’è ma la digitalizzazione è ferma
Il decreto sul 116/117 è firmato, i fondi vanno a TIM. Ma senza coordinamento politico i lavoratori rischiano di restare fuori da tutti i progetti

VERTENZA LAVORO
Ex Almaviva, firmato il decreto sul 116/117: ma il reintegro dei lavoratori è ancora lontano
L’assessora Faraoni conferma la firma del provvedimento e l’assegnazione dei fondi a TIM per l’infrastruttura.
Una delegazione di lavoratori ex Almaviva e le segreterie regionali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e UGL Telecomunicazioni ha incontrato ieri, mercoledì 11 marzo, l’assessora regionale alla Salute Daniela Faraoni, a margine del sit-in organizzato davanti all’assessorato. L’incontro ha prodotto alcune conferme attese, ma anche nuove domande senza risposta sulla sorte dei lavoratori coinvolti nella vertenza.
Il decreto c’è, ma il servizio non parte ancora
L’assessora Faraoni ha confermato che il decreto relativo al numero unico europeo 116/117 – il servizio per l’accesso alle cure mediche non urgenti – è stato firmato e che le risorse stanziate sono state assegnate a TIM, soggetto realizzatore incaricato di costruire l’infrastruttura tecnologica. I tempi stimati per completare la piattaforma sono di due o tre mesi, al termine dei quali si dovrà definire il modello di gestione, individuare il personale sanitario e gli addetti alla ricezione delle chiamate.
Per i sindacati si tratta di un passaggio necessario, ma non ancora risolutivo: la firma del decreto non equivale all’operatività del servizio e, soprattutto, non garantisce il reintegro dei lavoratori. Su questo punto le organizzazioni sindacali alzano la voce e chiedono chiarezza immediata sull’esigibilità del “bacino” Almaviva previsto dall’ultima legge finanziaria della Regione Siciliana, definendolo “blindato e prioritario” per i lavoratori ex Almaviva.
Digitalizzazione ferma al palo
Nel corso dell’incontro si è discusso anche di digitalizzazione delle cartelle cliniche, un progetto già operativo in altre regioni italiane e indicato nei mesi scorsi come una delle possibili soluzioni per ricollocare i lavoratori. L’assessorato alla Salute ha però precisato che nessun progetto formale è stato ancora presentato alla struttura assessoriale. Ancora più critica la situazione sul fronte della digitalizzazione e dematerializzazione della pubblica amministrazione: la Regione Siciliana non ha ancora avviato questo percorso, che avrebbe potuto rappresentare un bacino occupazionale significativo.
I sindacati chiedono la Presidenza al tavolo
Alla luce di quanto emerso, le organizzazioni sindacali indicano una strada precisa: serve un coordinamento istituzionale rafforzato tra i diversi assessorati coinvolti, in modo che i progetti annunciati smettano di restare sulla carta e diventino percorsi reali di occupazione. La richiesta è esplicita: la Presidenza della Regione deve assumere un ruolo attivo di regia politica, presidiare i tavoli di confronto e monitorare gli impegni presi.
La vertenza ex Almaviva trascina con sé centinaia di famiglie siciliane in attesa di risposte. Il decreto sul 116/117 apre uno spiraglio, ma non chiude nulla. Ora la parola passa alla politica regionale, chiamata a tradurre gli annunci in fatti concreti prima che la pazienza dei lavoratori si esaurisca del tutto.



