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Estorsione e truffa nella formazione professionale: arrestato presidente di un ente palermitano

I Carabinieri del Nucleo Operativo del Gruppo CC Tutela Lavoro di Palermo, a conclusione di una minuziosa indagine svolta con metodi tradizionali, testimonianze e riscontri documentali, sviluppavano un’articolata verifica sul presidente di un ente di formazione e sull’ente stesso con sede a Palermo, già oggetto d’ispezione.

Si tratta di Luciano Tornambè, del’67, già presidente dell’ente di formazione “Coop. Emmeciquadro” con sede a Palermo. L’attività d’indagine originata dalle denunce di numerosi lavoratori esasperati dalle prolungate e continuate vessazioni, si concludeva con una comunicazione del Nucleo Operativo Tutela Lavoro, che consentiva al PM procedente dr. Luca Battinieri, di richiedere ed ottenere l’emissione da parte del GIP di Palermo della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico del menzionato presidente/amministratore. A Luciano Tornambè veniva notificata stamani la misura, dai Carabinieri della Tutela Lavoro di Palermo e del Gruppo CC di Monreale.

Le investigazioni consentivano di chiarire che l’amministratore arrestato:

–       ogni mese e con più dipendenti, forniva a questi la retribuzione indicativa variante da 1500€ a 2200€ per poi farsela restituire dietro minaccia di licenziamento o della cessazione dell’attività, con l’aggravante di avere agito con abuso di prestazione d’opera. Ai lavoratori veniva dunque tolto o tutto o parte della retribuzione, nel migliore dei casi gli restava il 50% della cifra documentata ( Estorsione art. 629 CP);

–       aveva avanzato alla Regione Siciliana per 4 dipendenti la richiesta di accesso alla cassa integrazione in deroga, attestando falsamente dell’intervenuta sospensione di detti lavoratori dal lavoro per accedere alle erogazioni pubbliche. Parallelamente inoltrava anche all’INPS delle attestazioni contenenti le false indicazioni sulla riduzione oraria dei lavoratori, mentre li teneva invece al lavoro . Così facendo da un lato otteneva dalla Regione Siciliana indebiti trattamenti di Cassa Integrazione Guadagni, dall’altro l’INPS e i lavoratori subivano l’evasione delle somme che l’impresa avrebbe dovuto versare per le prestazioni invece fornite ( Truffa aggravata art. 640 ) : il tutto con l’aggravante di avere agito in danno di enti pubblici (Regione e INPS);

–       aveva indotto in errore la Commissione Regionale per l’Impiego con false attestazioni documentali a concedere il trattamento di CIG ai lavoratori indicati(Falsità Ideologica art. 479);

–       aveva infine indotto un dipendente, sempre sotto la minaccia del licenziamento ingiusto, ad apporre firme false attestanti la presenza di corsisti che in realtà non avevano partecipato ai corsi dichiarati ( Estorsione, Violenza o minaccia per costringere a commettere un reato art. 611 C.P.).

Un episodio per tutti: nel gennaio del 2013, per sfuggire ad un controllo della Direzione Territoriale del Lavoro di Palermo, che operava su  richiesta del Dipartimento formazione professionale con la finalità  di accertare se i pagamenti relativi al personale  in relazione all’attività formativa di cui al “Piano Formativo 2011” erano in regola, non ha esitato a corrispondere le retribuzioni agli stessi dipendenti mediante assegno per poi farsi restituire in contanti le somme, in modo tale da dimostrare alla pubblica amministrazione che lo stava sottoponendo a controllo, la sua regolarità al fine di ottenere la restante parte di finanziamento.

Il GIP di Palermo ha inoltre applicato nei confronti della società, l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi pubblici per un anno: il provvedimento è stato notificato all’amministrazione nelle mani del Dirigente Generale della Formazione.

Attualmente i lavoratori denuncianti sono tutti al loro posto di lavoro.

Il Nucleo Operativo del Gruppo per la Tutela del Lavoro di Palermo lavora su tutto il territorio siciliano alle dipendenze funzionali dell’Assessore al Lavoro che, insieme al Dipartimento del Lavoro, ha rinnovato il massimo impulso alle attività di verifica dell’osservanza delle norme di tutela dei lavoratori. 

Il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, in relazione all’arresto di Luciano Tornambè, in una nota ha affermato che “la vicenda fa comprendere molto bene come spesso il disagio salariale dei lavoratori derivi dal cattivo comportamento dei rappresentanti degli enti di formazione, come viene palesemente dimostrato in questo caso.

Registriamo drammaticamente – continua Crocetta – un altro grave caso che non deve assolutamente mettere in pericolo il posto di lavoro dei dipendenti. Per risolvere questo problema non c’è alternativa rispetto alla rapida approvazione della legge ‘Scilabra’ sulla Formazione che garantisce, con l’istituzione dell’albo dei lavoratori e dell’agenzia per la gestione delle situazioni di crisi, occupazione e sostegno al reddito per i lavoratori. Occorre fare presto, conclude Crocetta, incardinando subito la legge. Il Parlamento, invece di impegnarsi continuamente a discutere su mozioni di censura, di sfiducia, cominci a fare le leggi. La Sicilia, i lavoratori e gli imprenditori ne hanno bisogno”.

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