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“Esercizi di equilibrio”, mostra di Francesco Lauretta alla Gam

Alla Galleria d’Arte Moderna proseguono le mostre temporanee dedicate ad alcuni tra i più interessanti e affermati artisti siciliani delle ultime generazioni: il prossimo 6 dicembre inaugura la personale di Francesco Lauretta “Esercizi di equilibrio”, che rimarrà aperta fino al 24 febbraio 2014.

Esercizi di equilibrio è un’opera unica, una grande installazione che si struttura lungo gli spazi espositivi della GAM come un’acrobazia performativa. Francesco Lauretta, tra i più talentuosi artisti italiani di media generazione, concepisce una mostra che va letta come una scrittura articolata e compatta, un testo narrativo, una sceneggiatura teatrale scandita in tre atti. Le opere- intitolate Esercizio “1”, “blu”, “00”, ecc. … – così come si sono sviluppate col tempo, col tempo continuano a crescere.

Le immagini ricamano così una scrittura distesa su più livelli, in un iter espositivo articolato attraverso tre ambienti, in cui la stanza centrale è l’origine. Una scritta blu nella parete- “Prendevo la luce e la fatica di salire e scendere per il paese come una benedizione” – introduce il pubblico nel cuore della mostra. Una teca conserva due libri stampati in unica copia, La madre e Perla– genesi d’amore di una lingua femminile e maschile- ed assieme alla tela Madre, queste opere espandono come da un vortice la vita.

Dal nucleo centrale verso l’ingresso, si trovano due quadri e una lunga parete dipinta di viola ‘Marte’ e un video in cui i fuochi d’artificio si esauriscono e sbocciano di colore, muti: i due dipinti mostrano scene pastorali, luoghi dove l’uomo e la natura si mostrano grandi. Nella parete di ‘Marte’ alcuni fogli esibiscono i cosiddetti Esercizi spirituali, opere su carta, pencolante, specchio di una riflessione profonda e di una pratica dell’inquietudine che non coincide con il lasciarsi andare. Nella terza sala, la più grande, uno svolazzo di disegni: grandi disegni blu e carminio, obliqui, sotto gli archi. E il disegno, meglio della pittura, come medium è metafora e non smette mai di cominciare: sono questi pezzi d’amore nel cosmo, nuovi sempre, tendenti a non voler finire.

Una Bocca o scultura vitale- e la Musa– una body builder- chiudono la mostra, anzi l’ampliano, sbocciano: se la Bocca è una struttura, una soglia che indica i luoghi dello sconfinamento, la Musa mette in atto un processo di autotrasformazione del soggetto che fa rivivere le pratiche ascetiche (non religiose) dell’esercizio, aumentando le forze spontanee che danno all’individuo la possibilità di essere se stesso.

La mostra si inserisce nel progetto di indagine dell’arte contemporanea realizzato dalla Galleria d’Arte Modena con ArsMediterranea nell’ultimo triennio.

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