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Quarantotto ore di guerra, prezzi del gas raddoppiati: l’Italia corre ai ripari

L'escalation in Medio Oriente colpisce i mercati energetici. Meloni riunisce i ministri, Confindustria chiede una task force d'emergenza.

ECONOMIA E ENERGIA

Energia, TTF a 60 euro: +100% in due giorni dopo l’attacco all’Iran

A Palazzo Chigi Meloni riunisce i ministri chiave: sul tavolo un nuovo decreto, emendamenti al Dl Bollette e la tenuta degli stoccaggi nazionali

Bastano quarantotto ore di guerra per far tremare le bollette degli italiani. Dalla chiusura dei mercati di venerdì 27 febbraio – ultima seduta prima dei raid statunitensi e israeliani sull’Iran e della risposta di Teheran – la quotazione del gas naturale al TTF è raddoppiata, passando da 31 a 60 euro al megawattora. Il governo Meloni osserva, raccoglie dati e inizia a muoversi.

La riunione a Palazzo Chigi

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato d’urgenza il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Sul tavolo, due priorità: la sicurezza dei cittadini italiani nelle aree di conflitto e l’analisi dell’impatto dei combattimenti sui mercati energetici e sull’economia nazionale.

Nel corso della riunione il governo ha valutato anche un possibile aiuto militare ai Paesi del Golfo, con l’ipotesi di un decreto che preveda la fornitura di sistemi anti-drone e batterie Samp-T. In parallelo, tecnici e ministri hanno esaminato le possibili misure di mitigazione adottabili nel breve e nel medio periodo per contenere i danni sul fronte energetico.

Le ipotesi sul tavolo: decreto, emendamenti e task force

Le opzioni che il governo sta valutando sono diverse. La prima è un nuovo decreto con misure di sostegno per famiglie e imprese contro il caro energia, anche se i tempi non sarebbero immediati. La seconda passa per un emendamento al Decreto Bollette, attualmente all’esame della Commissione alla Camera: anche la Lega sta preparando proprie modifiche al provvedimento. La scelta finale dipenderà dall’evoluzione del conflitto e dalla sua durata.

Confindustria ha già alzato la voce e propone la costituzione di una task force tra governo e sistema industriale per coordinare l’attuazione delle misure del Dl Bollette e gestire le emergenze. Nelle prossime ore potrebbe tenersi un incontro tra l’esecutivo e le associazioni datoriali per fare il punto della situazione.

“Le valutazioni procederanno a seconda del progredire degli eventi e della durata del conflitto.”

Gas, forniture e stoccaggi: la situazione italiana

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, l’Italia ha azzerato progressivamente le importazioni da Mosca, che fino al 2021 copriva la quota maggiore del fabbisogno energetico nazionale. Oggi le forniture si articolano su più canali: gas naturale liquefatto (GNL) dagli Stati Uniti, dal Qatar, dalla Nigeria e dall’Angola, oltre ai gasdotti che arrivano principalmente da Algeria e Azerbaijan.

La decisione del Qatar di interrompere la produzione di GNL, nell’analisi del governo, non dovrebbe provocare impatti immediati. Il rischio concreto si sposterebbe sul lungo periodo: se il blocco dello Stretto di Hormuz si prolungasse, altri clienti del Qatar potrebbero rivolgersi ai fornitori che oggi alimentano l’Italia, innescando una competizione sui volumi disponibili.

Un elemento che gioca a favore del Paese è rappresentato dagli stoccaggi nazionali, attualmente attorno al 47%. La fine della stagione invernale contribuisce a ridurre la domanda domestica di riscaldamento, alleggerendo la pressione sulle riserve.

La partita si gioca su più fronti contemporaneamente: quello diplomatico, quello militare e quello economico. Per famiglie e imprese siciliane – come per il resto d’Italia – il conto della crisi mediorientale potrebbe arrivare presto nelle bollette. Il governo ha aperto il cantiere delle contromisure: quanto rapidamente riuscirà a costruirle dipende, in larga parte, da quanto durerà il fuoco in Medio Oriente.

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