Sicilia, il conto del ciclone: oltre 740 milioni di danni
Tre province concentrano l'85% delle perdite. Governo regionale attiva 70 milioni e punta ai fondi europei

CICLONE HARRY
Emergenza ciclone Harry, dichiarato lo stato di crisi regionale
Schifani: “Evento senza precedenti. Nessuna vittima, ora priorità alla ricostruzione”
La Sicilia entra ufficialmente nella fase dell’emergenza dopo il passaggio del ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio ha colpito l’Isola con piogge torrenziali, venti violentissimi e mareggiate. La giunta regionale, riunita in seduta straordinaria a Palazzo d’Orléans, ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale e ha dato il via libera alla richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale.
La decisione arriva su proposta del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che ha guidato il confronto istituzionale avviando anche la macchina della ricostruzione. Sul piano finanziario, la giunta ha disposto 50 milioni di euro di risorse regionali immediatamente spendibili per fronteggiare le situazioni più critiche. È stato inoltre deliberato un disegno di legge finanziario che, dopo l’approvazione dell’Assemblea regionale siciliana, consentirà di accedere a ulteriori 20 milioni di euro di fondi globali.
“Un evento senza precedenti”
Il presidente Schifani ha incontrato i giornalisti al termine della riunione, tracciando il quadro della situazione e delle priorità operative.
“Stiamo affrontando le conseguenze di un evento senza precedenti, il più violento che abbia colpito la Sicilia negli ultimi anni. Sono molto preoccupato, in quanto siciliano, ma ce la metteremo tutta per superare l’emergenza nel più breve tempo possibile. Vigilerò personalmente su ognuna delle attività che dovremo svolgere e, in particolare, sulla celerità con cui saranno liquidate le risorse”
Schifani ha rivendicato il lavoro preventivo svolto nelle ore precedenti all’arrivo del ciclone:
“Il sistema di Protezione civile ha funzionato e ci ha permesso di tutelare l’incolumità delle persone. Grazie a questo grande lavoro, non abbiamo registrato vittime. Le Istituzioni non mancheranno di far sentire la propria vicinanza ai cittadini e comincerò già da domani, in prima persona, con i primi sopralluoghi nei territori più colpiti”.
La prima stima dei danni: 741 milioni di euro
Collegato da Catania, il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, nominato commissario straordinario per l’emergenza, ha illustrato il primo censimento effettuato dopo il passaggio del ciclone.
Secondo i dati provvisori, la stima complessiva dei danni ammonta a 741 milioni di euro. Le province maggiormente colpite risultano Catania (244 milioni di euro), Messina (202,5 milioni di euro) e Siracusa (159,8 milioni di euro). Restano al momento fuori dalla quantificazione i danni alle attività produttive, ricettive e turistico-balneari legati alla sospensione delle attività, così come quelli al settore agricolo, che verranno valutati dall’assessorato competente. È stata inoltre richiesta una ricognizione specifica delle infrastrutture portuali siciliane. Cocina ha parlato dell’importanza della preparazione preventiva:
“Con la preparazione all’emergenza abbiamo richiamato tutti i soggetti coinvolti alle loro responsabilità. Abbiamo spiegato che dovevano prepararsi ad affrontare uno scenario severo, in cui a preoccuparci non erano soltanto le piogge, ma soprattutto i forti venti e le mareggiate. Sono state emesse centinaia di ordinanze sindacali e il sistema di Protezione civile ha retto bene“
Dall’emergenza alla ricostruzione
La Regione guarda già alla fase successiva. Il presidente Schifani ha annunciato che l’obiettivo è attivare tutti gli strumenti disponibili per garantire tempi rapidi e procedure semplificate.
“Attraverso una legge quadro nazionale del 2025 vi è la possibilità di riconoscere lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale. Grazie a una governance centralizzata e alla nomina di un commissario straordinario sarà possibile coordinare interventi pubblici e privati e accedere a procedure semplificate per cittadini e imprese”.
Parallelamente, gli uffici regionali stanno verificando la possibilità di accedere al fondo di solidarietà europeo o a una riprogrammazione dei fondi Fsc per reperire risorse aggiuntive.
“Ho già avvisato tutti che il 50 per cento della mia attività istituzionale, da ora in avanti, sarà dedicato a questo“
La Sicilia affronta adesso una delle prove più complesse degli ultimi anni. La fase dei soccorsi lascia spazio a quella della ricognizione e della ripartenza. Sul territorio restano ferite profonde, ma anche una macchina istituzionale che ha già acceso i primi motori della ricostruzione.



