Elezioni in provincia, confronto diretto su giovani e lavoro

Montelepre. Foto Internet

L’aria di elezioni arriva anche in provincia, dove finora tutto è stato taciuto, a parte qualche “faccione” sparso qua e là e appeso ai pali della luce. La vera campagna elettorale, fatta di scontri diretti e rivolta ad un pubblico attivo, è arrivata a Montelepre, piccolo paesino a 24 km da Palermo: qui il gruppo di giovanissimi Volta la Carta ha ieri organizzato un coinvolgente dibattito tra 5 rappresentanti delle liste dei candidati alla presidenza della Regione Sicilia, dal titolo “Chiariamoci le idee”.

Sono intervenuti Antonio Bonomo per Marano, Eusebio Dalì per Miccichè, Davide Faraone per Crocetta ed infine Francesco Lupo per Cancelleri; non ha presenziato il quinto ospite Salvino Caputo per Musumeci.

Il dibattito si è articolato in una serie di domande,  formulate e selezionate da Volta la Carta e gruppi/movimenti di Montelepre. Tanti i temi toccati, sui quali è stata chiesta concretezza nei 3 minuti a disposizione per candidato: dai costi della politica al precariato, dalla situazione degli enti di formazione alla prevenzione di incendi e dissesti idrogeologici.

Tra questi temi, anche i giovani e il lavoro, sviluppato a partire dalla domanda “In che modo intendete riformare l’introduzione al mondo del lavoro dei giovani?”.

Davide Faraone ha sostenuto che in Sicilia e nel Mezzogiorno si spende tantissimo in formazione di materiale umano e lo si mette nelle condizioni di entrare nel mercato del lavoro, ma tutto questo viene poi speso in altri territori, con l’emigrazione al Nord e all’estero. “Il problema è creare la connessione tra ciò che noi formiamo e il mondo delle imprese”, ha infine dichiarato il candidato del PD.

Lo stesso concetto è stato ribadito dal dott. Lupo del Movimento Cinque Stelle, che ha parlato di “tirocini svolti nel corso del percorso di studi” e della necessità di stabilire “concordati” con le imprese.

Bonomo ha allargato il campo riprendendo l’esempio dell’America, in cui è ormai in atto un processo di sintesi tra mondo scolastico e l’industria. In Sicilia, sostiene il candidato, a mancare è un sistema industriale idoneo e funzionale al ricevimento delle menti che la nostra terra produce, ma il problema potrebbe essere esteso a tutta l’Italia, se si pensa alla figura del ricercatore, risorsa importantissima retribuita a soli 1000 euro al mese. A dover essere creata è dunque , sulla scorta del modello americano, una sinergia tra il mondo della formazione, che deve essere sempre “di qualità”, e l’imprenditoria “sana”.

Dalì ha invece analizzato un altro punto di vista, quello degli imprenditori: secondo le dichiarazioni del candidato di Grande Sud, oggi un imprenditore è sempre più in difficoltà nel mettere in regola un giovane, “costandogli un occhio della testa”; per questo motivo on non lo fa oppure opta per altre forme contrattuali. Il discorso dell’ultimo candidato non è molto piaciuto al pubblico di Montelepre: neppure la sua ultima frase populista “Aboliamo la raccomandazione”, in merito al risanamento del tessuto imprenditoriale, è riuscita a sedare gli animi su un argomento che in ogni situazione finisce per agitare sempre tutti.

Rosaria Cucinella 

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