Marche, Acquaroli confermato: centrodestra solido, sinistra al palo
FdI primo partito, affluenza al 50%: premio alla continuità e al pragmatismo

Centrodestra trionfa nelle Marche: Acquaroli riconfermato, sinistra bocciata
Oltre il 52% alla coalizione guidata da Fratelli d’Italia. Pd-M5S e piazze sindacali senza presa sull’elettorato.
30 settembre 2025 — Le Marche scelgono la continuità di governo e respingono l’ideologia progressista. Francesco Acquaroli, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, viene riconfermato presidente con oltre il 52% dei consensi, staccando lo sfidante del centrosinistra Matteo Ricci.
I numeri della vittoria
Lo scrutinio consegna un margine netto al centrodestra: Francesco Acquaroli sopra il 52% e Matteo Ricci intorno al 44–45%. L’affluenza si ferma al 50,01%, in calo rispetto al 59,7% della precedente tornata. La coalizione di governo regionale resta trainata da Fratelli d’Italia primo partito, con Lega e Forza Italia determinanti al risultato unitario.
Un voto politico, non solo amministrativo
Il messaggio è chiaro: gli elettori premiano pragmatismo, stabilità e risultati. L’ultima legislatura ha puntato su sanità territoriale, promozione turistica e infrastrutture, con una gestione coerente con la linea dell’esecutivo nazionale. Questo “asse” istituzionale viene riconfermato alle urne.
Il fallimento del “campo largo”
Il progetto Pd-M5S non sfonda. La proposta progressista è percepita come ideologica e poco ancorata ai problemi reali: sicurezza, lavoro, servizi. Le piazze di Landini e certa retorica sull’accoglienza senza limiti non hanno convinto l’elettorato marchigiano, che ha preferito la concretezza alla testimonianza.
Astensionismo e segnale nazionale
L’astensione resta elevata, ma chi vota lo fa con una scelta netta. Politicamente, la riconferma di Acquaroli rafforza Giorgia Meloni e l’asse di centrodestra anche sul territorio, mentre costringe la sinistra a una riflessione profonda su leadership, agenda e linguaggio.
Il centrodestra vince contro l’ideologia delle sinistre, contro l’approccio della migrazione a tutti i costi e contro le manifestazioni di Landini. Le Marche indicano la strada: meno slogan, più governo.



