Elezioni comunali nel Palermitano: la mappa del voto tra conferme e record femminili
Diciassette comuni al voto tra la costa e le Madonie: uscenti quasi ovunque confermati, campo largo a Termini Imerese e plebiscito a Campofelice di Fitalia

AMMINISTRATIVE
Le urne hanno parlato chiaro in quasi venti comuni del Palermitano: il centrodestra tiene le sue piazze, il campo largo regge a Termini Imerese, e le donne conquistano posizioni di vertice che fanno storia. Un turno elettorale che restituisce un territorio frammentato, fedele ai propri amministratori, ma capace di sorprendere dove meno te lo aspetti.
A Carini scrive la storia Rossella Covello, insegnante e già consigliere comunale, che ottiene il 53,9% dei voti con il sostegno del centrodestra e diventa la prima donna a guidare la città a pochi chilometri da Palermo. Un risultato che vale doppio: per il margine ottenuto e per il simbolo che rappresenta.
A Termini Imerese si consolida invece il secondo mandato di Maria Terranova, che vola al 72% sostenuta da M5S, Pd e tre liste civiche. Un consenso larghissimo che fa della sindaca uscente uno dei volti più solidi del centrosinistra siciliano a livello locale.
Nessun ribaltone a Misilmeri, dove Rosario Rizzolo si impone con il 62% in una sfida tutta interna al centrodestra contro Rosalia Stadarelli. E nessuna sorpresa nemmeno a Villabate: Giovanni Pitarresi, laureato in Scienze politiche e dipendente di un ente di formazione professionale, candidato civico vicino al deputato di Italia Viva Davide Faraone ma sostenuto anche dalla Lega, si aggiudica la fascia tricolore con il 63,8% dei voti.
Ad Altofonte vince la sfida a tre Gianluca Raccuglia della lista “Uniti CambiAMOAltofonte” con il 43,5%, superando Vitaliano Catanese e Patrizia Capizzi. A Isola delle Femmine l’uscente Orazio Nevoloso, centrodestra, si conferma con il 55,6% battendo Stefano Bologna, già sindaco per più mandati del centro costiero.
Nelle Madonie e nell’entroterra il voto premia la continuità. Pietro Musotto ottiene oltre il 63% a Pollina. Gandolfo Librizzi si riconferma a Polizzi Generosa con il 66,5%, sconfiggendo un esponente del movimento di Ismaele La Vardera. A Caltavuturo è invece un plebiscito: Pietro Porretta stravince con il 78,47% contro il vicesindaco uscente Giusi Romana.
A Gratteri non basta un curriculum da ex deputato nazionale e da assessore nella giunta Cammarata a Palermo: Eugenio Randi perde contro Giacomo Santoro, che con il 61,75% supera anche il terzo candidato Emanuele Coco. Ad Aliminusa sfida tutta al femminile: vince Crocetta Di Pasquale con il 55,66% su Rosanna Dolce.
A Lascari l’uscente Franco Schittino ce la fa per un soffio: 51,64%, circa ottanta voti di scarto su Antonio Cesare (1.289 contro 1.207). A Scillato lo scarto è ancora più risicato: Giuliano Cortina vince con il 52,7% staccando Gaetano Nicchi di soli 25 voti.
Sfiorano il plebiscito, invece, i comuni più piccoli. A Santa Cristina Gela e a Godrano un solo candidato raggiunge il quorum: i nuovi sindaci sono rispettivamente Giuseppe Cangialosi e Daniele Bellini. A Campofelice di Fitalia chiude il cerchio Anna Canzoneri, che conquista il 93% delle preferenze nel duello con Fabio La Barba.
Alla fine, quello che emerge da questo giro di elezioni non è tanto la mappa del potere politico — più o meno confermata — ma il segnale che viene dalle urne sui volti: più donne, più candidati civici, più sindaci che si riconfermano con margini amplissimi. I siciliani, almeno nei piccoli e medi comuni, sembrano premiare chi conoscono. E qualche volta, chi non si aspettavano.



