Politica

Elezioni 2013, M5S denuncia irregolarità nell’affissione dei manifesti

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Sono centinaia le segnalazioni da parte dei cittadini siciliani al Movimento Cinque stelle che denunciano reiterate irregolarità sull’affissione dei manifesti recanti le liste elettorali in vista delle consultazioni nazionali del prossimo 24 e 25 Febbraio 2013. Lo dicono i grillini secondo cui in Sicilia i manifesti con le liste del Movimento 5 Stelle con i relativi nominativi dei candidati per Camera e Senato, vengano coperti da altri manifesti o pIù semplicemente non affissi data la posizione all’estremità destra dell’elenco.

Come documentato da decine di istantanee registrate dai cittadini, si tratta di una prassi che sebbene “si spera sia involontaria” sostengono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, di fatto al momento reca grave danno ai candidati dello stesso Movimento che si vedono negato il diritto di farsi riconoscere dai propri elettori. A tal proposito i deputati dell’Assemblea regionale siciliana lanciano un appello agli uffici territoriali del Governo della Sicilia ad intensificare i controlli per porre i dovuti rimedi a tale prassi e contestualmente si rivolgono ai cittadini ed agli attivisti a continuare a denunciare le irregolarita’ non solo sui social network e la stampa locale ma anche alle varie prefetture d’appartenenza.

Intanto, prosegue la politica di rigore del partito di Grillo in tema di spending review e i grillini annunciano che arriverà presto all’Ars il loro ddl che taglia costi politica.

Nel mese di gennaio il M5S ha rinunciato a quasi 140 mila euro. Nelle casse di Palazzo dei Normanni in questi giorni sono rientrati 76.683,18 euro dati dagli stipendi degli onorevoli grillini; 62000 euro che sarebbero entrati a gennaio nelle tasche dei deputati se non vi avessero rinunciato a monte, e cioè le varie indennità di carica (totale 6638 euro); il rimborso per il trasporto su gomma (7000 euro circa) e quello per l’esercizio dell’attività parlamentare (47.700 euro).

I quasi 77 mila euro restituiti in questi giorni dai deputati, come i 123 mila versati a gennaio, sono attualmente “parcheggiati” nel conto corrente generale dell’Ars e confluiranno successivamente alla Regione, quando sarà approvata la legge di stabilità, per finanziare un progetto di microcredito destinato alle piccole imprese.

Il Movimento Cinque Stelle va comunque oltre la semplice restituzione di parte dello stipendio e si muove per mettere un tetto agli emolumenti di tutti i deputati. E’ stato infatti presentato all’Ars un disegno di legge per la riduzione dei costi della politica. Il ddl n 97, presentato il 31 dicembre scorso, mira, infatti, a sganciare l’equiparazione degli stipendi dei deputati dell’Ars da quelli del Parlamento nazionale.

“Presseremo – sottolinea il capogruppo Giancarlo Cancelleri – perché il ddl arrivi al più presto in Aula. Se dovesse essere approvato presenteremo al Consiglio di presidenza la nostra proposta che prevede retribuzioni di 5000 euro lorde a deputato, più un budget per le spese da rendicontare”.

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