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Eletto il nuovo segretario del Pd a Palermo: Carmelo Miceli

Carmelo Miceli

Carmelo Miceli è il nuovo segretario del Pd a Palermo. Ha 35 anni l’avvocato renziano che ha ottenuto su circa 6.000 votanti, il 56%  dei voti dei delegati dei congressi dei circoli.  Le prime parole di Miceli in veste di segretario del Pd sono state di forte incoraggiamento e tenacia: “C’è ancora molta strada da fare – dice il neo-eletto – ma credo che, con tutte le donne e gli uomini che abbiamo incontrato lungo il cammino e con tutti quelli che incontreremo, riusciremo a fare del nostro partito una forza del cambiamento che ha a cuore il futuro dei nostri figli e il benessere dei nostri padri”.

E aggiunge: “L’entusiasmo che il popolo democratico ha dimostrato – sottolinea il neo-segretario – con oltre 6 mila votanti, è testimonianza di un Pd vivo, che ha voglia di partecipare e decidere. Sento il peso della responsabilità – aggiunge – e chiedo a tutti, a partire da chi non mi ha sostenuto, unità, condivisione e soprattutto coraggio. Perché è confrontandoci sulle idee e non scontrandoci per correnti che riusciremo a non deludere, ancora una volta, gli iscritti e gli elettori del Pd e soprattutto faremo il bene di Palermo, della Sicilia, del Paese”.

Il nuovo segretario ha ricevuto il sostegno di importanti personalità politiche come il Segretario regionale Giuseppe Lupo, il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. Anche Fabrizio Ferrandelli aveva speso parole di sostegno per il neo-segretario, qualche giorno fa scriveva infatti: “Sostengo Carmelo Miceli perché secondo me rappresenta meglio questa esigenza di apertura e di rinnovamento; contemporaneamente permettetemi di usare parole di stima verso Antonio Rubino e verso tutti quelli che lo stanno sostenendo con altrettanta passione e forza”.

L’avversario Antonio Rubino,  raccoglie il 44% dei voti e commenta l’accaduto: “Ho già telefonato a Miceli per fargli gli auguri di buon lavoro, c’è bisogno di un partito forte e radicato: per quel che mi riguarda, alla luce dei risultati del congresso, il mio impegno in questo senso è più forte e convinto di prima”.

Anche se non mancano i toni polemici: “Adesso so – dice Rubino – di avere una grande responsabilità: rappresentare quasi la metà del partito nei confronti di una maggioranza variegata e assemblata per l’occasione, che non potrà più nascondersi dietro le critiche verso chi c’era prima”.

E aggiunge: “Un risultato che mi lusinga – afferma Rubino – e lo considero un successo, dal momento che dall’altra parte c’era la ‘corazzata renziana’ di vecchio e nuovo conio: da Faraone a Ferrandelli, da Lumia a Lupo, con l’aggiunta di Giovani Democratici guidati da Nelli Scilabra, i lettiani di Apprendi e l’appendice dei civatiani guidati dal senatore Corradino Mineo. Insomma, uno schieramento che sulla carta disponeva di numeri bulgari che avrebbero dovuto schiacciarmi”.

Solo dopo l’assemblea dei delegati eletti nei singoli circoli che si terrà il 3 o il 10 novembre, Miceli verrà ufficialmente eletto e potrà formare il suo esecutivo.

Ornella Caiolo

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