Allarme Ebola, Meloni scrive all’UE: “Subito un piano comune per le frontiere”
La presidente del Consiglio ha inviato una lettera a Costa, Von der Leyen e Christodoulides chiedendo regole comuni per la gestione degli arrivi dalle zone colpite nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda.

EBOLA
La Sicilia si trova al centro del Mediterraneo, crocevia di rotte aeree e marittime che collegano l’Europa all’Africa. Non è una questione astratta: quando un focolaio di virus si muove nel continente africano, l’isola è spesso il primo lembo di terra europea a essere raggiunto. Ed è in questo contesto che la mossa di Giorgia Meloni assume un peso specifico.
La presidente del Consiglio ha scritto ai massimi vertici dell’Unione europea, il presidente dell’Ue Nikos Christodoulides, il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, per chiedere un intervento coordinato di fronte alla diffusione del virus Ebola Bundibugyo (BVD).
Secondo quanto si legge nella nota ufficiale di Palazzo Chigi, “la situazione epidemiologica nell’Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (BVD) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda richiede la massima attenzione”. L’Italia non intende aspettare che il problema si aggravi: la lettera punta a muovere l’Europa prima, non dopo.
L’obiettivo esplicito è “un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite”, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute. In altre parole, Roma vuole che i 27 Paesi membri si muovano con protocolli uniformi quando si tratta di monitorare chi arriva dai territori interessati dal contagio.
Un approccio che, in assenza di risposte comunitarie rapide, rischia di lasciare i Paesi di frontiera come l’Italia a gestire da soli una pressione sanitaria che richiede invece strumenti e risorse condivise. La lettera è sul tavolo di Bruxelles. Ora tocca all’Europa rispondere.



