Pensieri&Parole

È domenica

È domenica, potevo resistere rimanere a letto un po’ più del solito, ma all’orario canonico e dopo una notte agitata mi sveglio, non ho voglia di alzarmi quindi prendo un po’ di tempo sperando di riaddormentarmi, ma niente allora mi alzo faccio tutto quello che di solito svolgo ogni giorno ma non con premura ma lentamente, la pigrizia oggi regna sovrana.
Lavato, colazionato, vestito, decido di poltrire sul mio solito divano, ribadisco oggi non mi va di fare nulla, chiudo svogliatamente gli occhi cercando di schiacciare un pisolino, ma non ci riesco, mi chiedo: che fare? Devo rimanere così immobile tutta la mattinata? Ma si chi se ne frega tanto non ho nessun impegno e di uscire non ho la ben che minima voglia.

Quanti di noi si sono comportati così una domenica, credo in tanti. Ma perché, mi chiedo questa apatia che ci coglie quando siamo a casa, a cosa è dovuta?
Stress? Insoddisfazione? Rammarico? O cos’altro?
Durante la settimana accumuliamo troppo stress la vita frenetica che facciamo ci toglie fiato ed energie, quindi la domenica, fatti salvi i doveri familiari, se ne abbiamo l’opportunità vogliamo poltrire, “il dolce far niente”. Mamma mia che è bello, “silenzio il genio è al lavoro”.

Ma una voce che giunge, non dall’aldilà ma dalla stanza accanto, anche se ovattata mi riporta subito alla realtà “lagniuso, spirugghiati e viri ‘nzoccu a fari sternata” per i non siculi “scansafatiche sbrigati e vedi cosa devi fare oggi”. Quando si esprime nella nostra lingua madre vuol dire che la cosa è ancora più trubola (complicata), vuole rimarcare e fare pesare quanto sta per dire, agliagliagliagliai!

Mi chiedo e vi chiedo, ma stare un tantino per i fattarelli propri, non se po’ fá? Perché ci deve essere sempre un qualcuno che deve rompere questa raggiunta armonia con il nostro io.

Pazienza, ci vuole molta pazienza, ma io desisto non mi muovo ho deciso di poltrire e voglio poltrire, non rispondo, lasciò cadere la frase giuntami da lontano. Ma lei insiste, “e allora? Oggi non ti vuoi muovere?
A questo punto devo rispondere e lo faccio con un deciso e perentorio “SI”.
E lei “allora oggi faccio sciopero pure io, non si mangia a pranzo”. Sempre più scocciato “il digiuno fa bene all’anima” dentro di me penso “uno a zero e palla al centro” e richiudo gli occhi.

Dormire, poltrire, sognare, abbandonarsi tra le braccia di Morfeo, che c’è di più bello da fare la domenica?

Ma tutto questo è realtà o sto sognando?

E si purtroppo sto sognando, mi sveglio tutto bello rilassato ma non troppo e mi rendo conto dopo un po, perché convinto di stare sul divano ed invece sto ancora a letto, non realizzo subito ancora è buio, e quindi mi dico è che cavolo pure i sogni si ci mettono?

Avrei voluto fortissimamente che fosse realtà, quindi adesso “Peppino alzati e datti da fare”, anche se è domenica ci sono tante cose da sbrigare altro che poltrire!

Cari amici sono sicurissimo che anche a voi è capitata un’esperienza simile, pazienza sarà per un’altra volta!

Car@pippo

 

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