Dure dichiarazioni di Ilaria Salis al protocollo Italia-Albania per i Cpr
L'europarlamentare interviene a modo suo anche sul caso Ramy Elgaml

L’eurodeputata Ilaria Salis ha espresso una dura critica nei confronti dell’accordo tra Italia e Albania sui centri per il rimpatrio (Cpr), definendolo «un’operazione coloniale». Durante un evento organizzato dalla rete milanese No Cpr presso l’Arci Corvetto di Milano, Salis ha dichiarato: «L’operazione Albania è un qualcosa di vergognoso, è un’operazione coloniale. Il fatto che ci siano dei poliziotti che operino sul territorio albanese è qualcosa di coloniale memoria».
Inoltre ha continuato riferendosi alla morte di Ramy Elgaml come un “omicidio”, dimostrando non solo una scarsa conoscenza delle regole giuridiche italiane, ma anche una notevole dose di sfacciataggine e ipocrisia.
Quando fu arrestata in Ungheria, anche i più critici nei confronti della sua storia politica si schierarono a suo favore, condannando il trasferimento in tribunale con le catene e ricordando il principio di presunzione di innocenza.
Ora, invece, Ilaria Salis sembra adottare una posizione giustizialista nei confronti dei carabinieri coinvolti nella vicenda di Ramy Elgaml. Se la Salis ha rivendicato per sé la presunzione di innocenza, dovrebbe applicare lo stesso principio ai militari, che si trovano in una posizione analoga alla sua.



