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Dov’è finita la mia Mondello…

L’acqua cristallina racchiusa nella splendida conchiglia dell’incantevole golfo, è ancora pronta a evocare nella memoria di tanti palermitani, immagini e scene di estati spensierate trascorse in una delle borgate marinare più conosciute d’Italia.

Un angolo di Paradiso a qualche chilometro da Palermo , una storia lontana nel tempo tramandata di generazione in generazione.

Qua il “Liberty” delle artistiche dimore , luogo di villeggiatura di nobili casate, ha accolto lungo l’alberato Viale Regina Margherita di Savoia, l’attonito stupore del visitatore, proiettato improvvisamente e come per magia, nel tripudio di colori che cielo e mare fusi tra loro, hanno immortalato in una cartolina di indelebile ricordo.

Mondello e tante estati volate vie, cullati dal profumo intenso del Mar Mediterraneo, raggiunto velocemente per sfuggire alla calda cappa umida di una città soffocata dal cemento.

E così una nuotata rinfrescante durante il giorno e una passeggiata in “piazza la sera” , una stagione dietro l’altra con la irrefrenabile voglia di ripetere l’esperienza che l’inverno e la pioggia non erano riuscite a cancellare.

“C’era caldo la sera , raggiungere il mare per una passeggiata in “piazza” ed un gelato era quasi una gioia”. Inizia a ricordare un elegante ed attempato signore seduto su una panchina.

“Gli abiti erano sobri ma mai sciatti, la sera la borgata era pronta ad indossare la livrea delle grandi occasioni, i tavolini di “Renato” e dell’ “Antico Chiosco”, proponevano “spongati” in raffinate coppe d’acciaio , le “arene” erano pronte a ricevere giovani e meno giovani  con il golfino d’ordinanza sulle spalle in attesa del vento fresco portato dal mare; il minigolf con sua area verde, faceva intravedere le eleganti e bellissime signore che in compagnia dei loro cavalieri, sorseggiavano un drink nell’esclusivo ritrovo offerto dal piano bar del Palace Hotel”. Così  ha continuato l’anziano signore.

“Il Charleston tra un Capo di Stato e un palermitano con la voglia di mangiare cibo raffinato, intanto continuava a far parlare di sé e delle sue prelibatezze, “servite” da impeccabile personale,  pronto a trasformare in un re anche il più umile degli avventori”, ha poi concluso.

Sono anni che ormai che nulla è più così , crisi economica, cattiva amministrazione forse globalizzazione ma soprattutto poco amore e ingratitudine di chi Mondello l’avrebbe dovuta difendere.

E allora una passeggiata in piazza sabato scorso e tanta tristezza, tra viali bui, locali chiusi ed orde di persone, pronte a spingersi per farsi largo tra bancarelle e chincaglierie ; sciatteria diffusa nell’abbigliamento, omologazione dei nostri tempi, aiuole non curate anzi trascurate e ovunque automobili, signore assolute della nobile borgata marinara!

A cosa è servito restituire il panorama con vista mare se poi non si è saputa intraprendere con coraggio l’unica strada che avrebbe restituito il giusto lustro all’amata Mondello. Pedonalizzare l’intera area e riqualificare la borgata è un obbligo. Curare le aiuole , il decoro urbano, deve tornare a essere un ordinario impegno, non è più tempo di chiacchiere e giorno dopo giorno la cittadina sta soccombendo di fronte l’assoluto disinteresse di una distratta e incurante amministrazione.

L’immagine del sabato sera, rallegrata dai colori di una madonnina raffigurata tra due angioletti su una banchina in prossimità della piazza e una preghiera per il miracolo che in tanti stanno attendendo!

Massimo Brizzi

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