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Via libera al Dl Bollette: sostegni e nuove regole per l’energia

Bonus da 115 euro per le famiglie con Isee fino a 25mila euro, rinviata al 2038 la chiusura delle centrali a carbone

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Dl Bollette, il Senato approva la fiducia: il provvedimento è legge

Dai 115 euro di bonus al rinvio delle centrali a carbone

Il Senato ha dato il via libera definitivo al Dl Bollette, confermando la fiducia sul testo già approvato dalla Camera. Il provvedimento passa con 102 voti favorevoli, 64 contrari e 2 astenuti e diventa legge, introducendo una serie di misure a sostegno delle famiglie e delle imprese in un contesto segnato dal rialzo dei prezzi energetici.

Il decreto nasce prima del nuovo scenario internazionale che ha inciso sui costi dell’energia, ma interviene comunque con strumenti mirati. Tra questi, per il 2026, arriva un contributo straordinario di 115 euro destinato alle famiglie con Isee fino a 25mila euro, con l’obiettivo di alleggerire il peso delle bollette elettriche.

Sostegno alle imprese e fotovoltaico

Il testo interviene anche sul fronte delle imprese. Per le utenze non domestiche, il governo riorganizza gli incentivi legati al fotovoltaico. I titolari di impianti con incentivi in scadenza dal 2029 potranno scegliere di ridurre i premi tra il 2026 e il 2027, ottenendo in cambio un’estensione della durata degli incentivi. Una misura che punta a dare maggiore stabilità al sistema.

Nel decreto trova spazio anche il tema dei rimborsi legati al sistema ETS. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente definirà i meccanismi per compensare i produttori termoelettrici per l’utilizzo di gas naturale, con l’obiettivo di contenere i costi finali per i consumatori. L’applicazione resta subordinata al via libera della Commissione europea.

Per le piccole e medie imprese, il provvedimento introduce strumenti per favorire contratti a lungo termine basati su fonti rinnovabili, cercando di ridurre l’esposizione alle oscillazioni del mercato energetico.

Stop al telemarketing energetico

Durante l’iter parlamentare è stato inserito anche lo stop al telemarketing aggressivo nel settore energetico, una misura che punta a contrastare pratiche commerciali scorrette che hanno coinvolto negli anni milioni di utenti. Sul piano energetico nazionale, il decreto sposta in avanti la chiusura delle centrali a carbone. L’uscita definitiva viene fissata al 31 dicembre 2038, con un rinvio significativo rispetto agli obiettivi precedenti.

Non mancano le critiche. Il Codacons giudica il provvedimento già superato rispetto all’attuale andamento dei prezzi, segnalando come gli aumenti recenti di luce e gas rendano le misure insufficienti. Più articolata la posizione dell’Unione Nazionale Consumatori, che apprezza il divieto di telemarketing ma considera debole l’intervento diretto sulle bollette.

Il decreto entra ora in vigore in una fase delicata per il mercato energetico. La sua efficacia verrà misurata nei prossimi mesi, soprattutto alla luce dell’evoluzione dei prezzi e delle tensioni internazionali.

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