Rifiuti, via libera al decreto Schifani: stanziate le risorse per i territori
L'assessore Colianni annuncia lo sblocco dei fondi dell'Ecotassa per finanziare progetti di monitoraggio e tutela igienico-sanitaria

REGIONE SICILIANA
Discariche in Sicilia, arrivano i fondi per i Comuni
l governo Schifani approva i criteri per il riparto del tributo speciale: il 35% del gettito annuale andrà alle amministrazioni che ospitano impianti o che ricadono nelle aree di disagio limitrofe.
La gestione dei rifiuti in Sicilia va avanti sul fronte delle compensazioni economiche per i territori che ospitano impianti di smaltimento. La giunta regionale ha varato il decreto che definisce le regole per distribuire le somme del cosiddetto tributo speciale, comunemente noto come Ecotassa, destinando una quota fissa del 35% del gettito complessivo annuo direttamente ai Comuni coinvolti.
Il piano d’intervento prevede una suddivisione netta della torta finanziaria: il 70% della quota andrà alle amministrazioni che ospitano nel proprio perimetro discariche o inceneritori senza recupero energetico, mentre il restante 30% sarà assegnato ai Comuni confinanti. Questi ultimi devono rientrare nella “area di disagio”, un raggio d’influenza che varia dai 100 metri per gli impianti di inerti fino ai 3.000 metri per i rifiuti pericolosi.
“Con questo provvedimento diamo ai Comuni siciliani risorse aggiuntive per mitigare i disagi dovuti alla presenza di impianti o discariche. E stiamo richiedendo all’assessorato dell’Economia eventuali ulteriori somme derivanti da risorse non impegnate nelle precedenti annualit. I fondi ricevuti dai Comuni dovranno essere impiegati per progetti destinati al miglioramento ambientale del territorio, alla tutela igienico-sanitaria dei residenti e alla realizzazione di sistemi di monitoraggio e di gestione integrata dei rifiuti urbani”
“Dopo il via libera in giunta attendiamo adesso il parere della commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana per dare materialmente corso, per la prima volta, alle erogazion”
– L’assessore all’Energia, Francesco Colianni
Il calcolo delle spettanze per ogni singolo ente locale non sarà forfettario, ma poggerà su tre pilastri tecnici. Il peso maggiore, pari al 50% del valore, deriva dalla tipologia e quantità di rifiuti conferiti, seguito per il 30% dalla popolazione residente e per il 20% dalla superficie di territorio che ricade effettivamente nella zona di disagio. Per garantire la massima trasparenza, gli uffici regionali incroceranno i dati Istat con le rilevazioni dell’applicativo O.r.so. e la geolocalizzazione del S.i.t.r..
Il percorso burocratico prevede adesso un ultimo passaggio alla Commissione Ambiente dell’ARS per il parere di rito. Una volta ottenuto il via libera parlamentare, l’amministrazione potrà avviare i pagamenti. «Attendiamo adesso il parere della commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana per dare materialmente corso, per la prima volta, alle erogazioni», ha concluso Colianni. Il calendario fissa il 2024 come anno di riferimento per il primo riparto, con l’obiettivo di accreditare le somme nelle casse comunali entro il 2026.



