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Diritti degli animali, la triste storia di una nostra lettrice

Pubblichiamo la storia inviataci da una nostra lettrice. Una triste storia che dovrebbe farci riflettere sui diritti degli animali.

Salve, mi chiamo Bianca, scrivo da Canicatttì, provincia di Agrigento.  Ho una storia da raccontare che purtroppo non finisce con il classico “…e vissero tutti felici e contenti”:

Circa 3 mesi fa io e Nigno, un cane meticcio di media taglia, ha leggermente morso un bambino di circa 10 anni.
Stavamo facendo una passeggiata in campagna, dove in quel caldo pomeriggio di settembre non circolava nessuno, così decisi aimè di lasciarlo correre in libertà senza guinzaglio, malauguratamente un bambino, uscito all’improvviso dal cancello della sua abitazione, non so perchè ma il mio cane lo afferrò per un polpaccio……nulla di che,solo delle escoriazioni superficiali, rispetto alla potenza di quella grande bocca,il bambino andò in pronto soccorso,noi chiaramente fummo pronti e disponibili a qualsiasi evenienza,ci scusammo e andammo a parlare con la famiglia del ragazzo e loro,per buon cuore,non sporsero denuncia garantendoci la massima disponibilità al fine di non arrecare problemi al nostro Nigno….non avevamo ancora ben chiaro però che da lì a poco il calvario per il nostro Nigno e la mia famiglia avrebbe avuto inizio….

Infatti, dopo qualche giorno la polizia municipale e il personale dell’ausl vennero presso la mia abitazione ad accalappiare il cane, senza rilasciarci nessun certificato nè niente,con la prepotenza e la pretesa di chi ha una carica e indossa una divisa mi portarono via il cane,che venne portato dapprima nel canile del mio paese e dopo qualche giorno, senza alcun preavviso, al canile comunale di un paesino in provincia di Agrigento (Santa margherita di Belice)e nel quale rimase recluso per 3 mesi a causa dell’ignoranza o cattiveria di chi doveva occuparsi della cosa…infatti il mio cane fu STRANAMENTE registrato come randagio e quindi diventava una “cosa” di competenza del comune.
ma ritornando alla storia,il cane fu microchippato e registrato come cane morsicatore appartenente al comune dal quale proveniva,abbiamo cercato in tutti i modi di spiegare a chi di dovere che il cane era nostro,che era stato impropriamente portato via da casa nostra,perchè secondo la legge un cane morsicatore deve trascorrere un periodo di 10 giorni sotto osservazione da parte di un veterinario presso l’abitazione in cui ha sempre vissuto,invece di essere trasferito in un canile,tanto che comunque la polizia municipale sanzionò noi come effettivi proprietari del cane,perchè questo era senza guinzaglio e non aveva ancora il microchip. Giustissimo così! Ma nonostante abbiamo regolarmente pagato i due verbali la persona che doveva occuparsi della cosa e che doveva dare il benestare affinché potessimo riavere il nostro cane,ancora una volta “stranamente” non volle mai darci il permesso.

Provammo così a cercare di adottare il cane ma, dal canile di santa margherita mi dissero che finché non fosse arrivato dall’ufficio di competenza il permesso di far tornare il cane presso il comune in cui era stato accalappiato, non lo avrebbero riportato a Canicattì e così in effetti fù!!!!
Infatti il 24 dicembre, considerato che nessuno ci dava notizie abbiamo fatto richiesta di vedere gli atti che “giustificassero” un tale abuso da parte del comune, siamo andati l’ultima volta a vedere il nostro Nigno (dopo circa 2 settimane che non lo vedevamo) lo abbiamo trovato magrissimo, senza nessuna energia, neanche per reggersi sulle gambe, non aveva neanche la forza per abbaiare e scodinzolare come faceva di solito.

Il 27.12.2012 ho telefonato al Veterinario della ASP di Agrigento, il quale dopo svariate chiamate mi ha risposto e comunicato che Nigno era morto a detta del veterinario, è stato colpito da un anemia fulminante che era così grave da ridurre il cane senza la benché minima energia vitale né una goccia di sangue in corpo, (a detta del veterinario) dopo una trasfusione di sangue, a quanto pare inutile, Nigno morì…..ma chissà come sono andate davvero le cose.

È da circa 3 mesi che combattiamo anche legalmente per Nigno, ma il o i responsabili non hanno mai fatto qualcosa di concreto,adesso io mi chiedo:
-com’è possibile che un cane venga prelevato dalla propria abitazione senza che ai suoi proprietari venga fatto firmare un qualsiasi documento?
-com’è possibile che nonostante fummo sanzionati e quindi riconosciuti come i padroni del cane,questo venne registrato come randagio e mandato in un canile comunale?
-com’è possibile che nel canile in cui il mio cane ha vissuto 3 mesi,la persona che doveva occuparsi di lui non si è mai accorta che il mio cane era magrissimo,non mangiava e le ultime settimane di vita non aveva le energie che ha sempre avuto?
-perchè se,a detta del responsabile del canile,il veterinario va a controllare i cani ogni 3 giorni,allora non si accorse delle condizioni del mio cane?

L’ultima cosa che ci rimane da fare adesso è procedere legalmente per accertare tutte le responsabilità di questo caso, nella speranza di avere giustizia e confidando nel fatto che una situazione del genere non si ripeta mai più.
Vi ringrazio per l’attenzione e richiedo il Vostro sensibile e prezioso AIUTO .

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