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Il Dipartimento della Difesa USA: a Sciacca, recuperati i resti di un B 25 e dei suoi avieri

78 anni rimasti sepolti sotto terra. E’ quel che resta di un B25, un bombardiere americano abbattuto nel ’43 vicino Sciacca e di cinque dei sei avieri che erano a bordo, ritrovati, nei giorni scorsi durante la missione in Sicilia, dalla Defense POW/MIA Accounting del Dipartimento americano della Difesa. Dal 2015, l’agenzia del governo Usa, si occupa di trovare nel mondo i resti degli americani morti sul campo o che sono stati prigionieri nei più importanti conflitti mondiali.

B 25 in volo Foto Usaf

Il B 25, impiegato principalmente dall’ United States Army Air Forces (USAAF) durante la Seconda Guerra Mondiale è considerato come uno dei migliori bombardieri medi del conflitto. La designazione ufficiale integrava il nome “Mitchell” in onore del Generale Billy Mitchell, uno dei primi grandi sostenitori dell’utilizzo della forza aerea per scopi militari.

B 25 Photo courtesy of San Joaquin County Sheriff’s Office

Di quel volo si conosce la storia: si trattava di un B25 con sei uomini a bordo, partito il 10 luglio 1943 da Hergla, in Tunisia, che sarebbe dovuto atterrare a Sciacca ma che fu abbattuto dalle forze della controaerea tedesca. Per un mese e mezzo trenta soldati americani, guidati dal capitano Neal Gupta, e l’archeologo maltese, Clive Vella hanno scavato in contrada Piana Grande di Misilufurmi, una vallata tra Sciacca e Menfi, a pochi chilometri dell’aeroporto “fantasma”, così chiamato perché la base militare rimase nascosta e mimetizzata tra gli ulivi per tre anni, dal 1940 al 1943. Su quell’area si sono concentrate ora le ricerche dei soldati americani: scavi con mezzi meccanici e a mani nude e poi le zolle di terra passate a setaccio con l’acqua per cercare resti di ferro, oggetti personali e frammenti di ossa.

Soldati USA al lavoro nel sito di Sciacca Foto Defense POWMIA Accounting

L’obiettivo della campagna di ricerca è molteplice: tenere viva la memoria, rendere onore alla bandiera stelle e strisce e al ‘fratello americano’ morto in guerra lontano dagli Usa, restituire i resti alle famiglie. Dagli scavi, i reperti sono stati trasferiti nei laboratori di Omaha, in Nebraska, per la comparazione del DNA con quello dei parenti ancora vivi. “La ricerca è iniziata alcuni anni fa”, – dichiara l’archeologo Clive Vella dell’Agenzia americana. – “Dopo uno studio storico del rapporto scritto all’epoca avevamo contezza che il punto dove l’aereo è caduto si trovava a circa 1,5 chilometri dal centro di Sciacca. Poi nel 2017 siamo venuti per la prima volta a ispezionare la zona e con un metal detector ci siamo accorti che c’erano parti metalliche che, presumibilmente, appartenevano all’aereo che cercavamo”. Così la ricerca ha mosso i primi passi concreti. A partire da un soldato americano sconosciuto sepolto al cimitero di Sciacca (era uno dei sei dispersi) fino a individuare la vallata dove presumibilmente si trovavano i resti degli altri 5 caduti.

L’archeologo Clive Vella (

L’unica indagine alla ricerca di questo Bombardiere abbattuto fu fatta nel 1944 dall’American Graves Registration Service che accertò la presenza di alcune parti dell’aereo”, racconta ancora Clive Vella. “Già tre familiari dei cinque soldati dispersi sono stati informati della nostra ricerca e collaboreranno con noi” chiarisce Clive Vella. “La nostra missione è quella di cercare, identificare e restituire ai familiari i resti dei nostri fratelli americani morti nel mondo durante i conflitti – spiega il capitano Neal Gupta – non vogliamo lasciare nulla al caso ma ridare onore, anche dopo così tanto tempo, agli americani che sono caduti in conflitto”. “L’identità dei cinque militari dispersi, seppur conosciuta dagli uomini dell’Agenzia, per ragioni militari e di sicurezza non verrà resa nota, “sino a quando non si completeranno le operazioni di avvenuta certezza dell’identità con gli esami sui frammenti ossei che potremo trovare”, conclude Vella.

Fabio Gigante

 

 

 

 

 

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