Politica

Diffamazione, Iacolino e Ronzulli: “Il reato va depenalizzato, no al carcere”

“Il reato di diffamazione a mezzo stampa va depenalizzato. In una moderna democrazia nessuno dovrebbe essere imprigionato per quello che scrive”. E’ quanto affermano gli europarlamentari del Ppe Salvatore Iacolino e Licia Ronzulli, che aggiungono: “La situazione non è più sostenibile: ieri il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks ha ribadito come la condanna al carcere per diffamazione vada contro i principi della Convenzione Europea per i Diritti Umani, oltre a minare la libertà d’espressione e favorire l’autocensura”.

“Libertà di stampa, di espressione, di opinione e d’informazione – sottolineano ancora Iacolino e Ronzulli – sono valori universali e intangibili. Con un’interrogazione, lo scorso 4 giugno abbiamo sollecitato la Commissione Europea a mettere in atto iniziative concrete per sensibilizzare gli Stati membri sull’importanza di approvare norme equilibrate in grado di garantire piena la libertà di espressione, il diritto dei cittadini ad essere adeguatamente informati e, al contempo, la tutela dell’onore dei soggetti coinvolti”.

“Auspichiamo – concludono i due europarlamentari – che l’Italia in tempi brevi vari una rapida riforma della legge, depenalizzando il reato di diffamazione. Le restrizioni alla libertà di stampa sono un inaccettabile furto di democrazia e di conoscenza”.

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