Scarichi abusivi e rifiuti speciali nelle Madonie: i Carabinieri sequestrano un’area e denunciano tre imprenditori di Bompietro
Un'ispezione mirata che accerta lavori edilizi non autorizzati e gestione illecita di reflui industriali dentro i confini del Parco

DEGRADO AMBIENTALE
Tre imprenditori denunciati per abusi edilizi e rifiuti illegali nel cuore del Parco delle Madonie
La Compagnia di Petralia Sottana ha sequestrato un’area e segnalato all’autorità giudiziaria tre titolari per scarichi industriali abusivi
Nelle Madonie le regole ambientali non sono negoziabili. I Carabinieri lo hanno dimostrato con un’operazione mirata che ha portato alla denuncia di tre titolari di officine meccaniche nel territorio di Bompietro, accusati di aver scaricato reflui industriali senza autorizzazione, accumulato rifiuti speciali in modo incontrollato e realizzato opere edili in totale difformità rispetto ai permessi.
L’operazione è scaturita da un’attività ispettiva pianificata dalla Compagnia Carabinieri di Petralia Sottana, coordinata dal Comando Gruppo Carabinieri di Monreale, nell’ambito di una strategia più ampia di vigilanza ambientale e controllo delle attività produttive nell’area delle Alte Madonie. Sul campo hanno operato in modo sinergico il Nucleo Operativo e Radiomobile e le Stazioni dipendenti, concentrando competenze e risorse in un unico dispositivo ispettivo.
In un’area protetta come il Parco delle Madonie, le condotte non conformi alle norme rischiano di incidere negativamente sull’equilibrio ambientale e sulla corretta gestione delle attività economiche.
Al termine delle verifiche, i militari hanno deferito in stato di libertà tre imprenditori di età compresa tra i 56 e i 73 anni, chiamati a rispondere, a vario titolo, di reati in materia edilizia e ambientale. Le contestazioni vertono su tre fronti distinti: l’esecuzione di lavori edili in totale difformità o in assenza di permesso, l’apertura e l’attivazione di scarichi di acque reflue industriali privi di autorizzazione e la gestione non autorizzata di rifiuti speciali mediante deposito incontrollato in area esterna privata.
In particolare, gli accertamenti hanno documentato il mutamento non autorizzato della destinazione d’uso degli immobili utilizzati come officine, in violazione delle disposizioni urbanistiche vigenti. Una delle aree coinvolte è stata posta sotto sequestro per impedire la prosecuzione delle condotte contestate e preservare lo stato dei luoghi.
L’intervento acquista un peso specifico ancora maggiore per il contesto in cui si inserisce: il territorio delle Alte Madonie ospita l’Ente Parco delle Madonie, area protetta di rilevanza naturalistica, paesaggistica e culturale. In questi ambiti, comportamenti scorretti — spesso radicati in pratiche considerate “normali” per consuetudine — producono danni che vanno ben oltre la singola violazione amministrativa, incidendo sull’ecosistema e sull’immagine complessiva di un comprensorio che vive anche di turismo e vocazione ambientale.
I Carabinieri chiariscono che l’azione non si esaurisce nella repressione delle irregolarità accertate: vuole anche inviare un segnale inequivocabile a tutte le altre attività produttive della zona.
Il rispetto delle normative su scarichi, rifiuti e titoli abilitativi edilizi non è facoltativo, né può essere accantonato in nome di prassi ritenute consolidate. Le regole, ribadiscono i militari, non frenano l’impresa: ne garantiscono la sostenibilità nel tempo.



