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Stretta su coltelli e cortei: il Senato approva il nuovo pacchetto sicurezza

Il provvedimento ottiene il via libera a Palazzo Madama e corre alla Camera per la conversione definitiva entro il 25 aprile

DL SICUREZZA

Sicurezza, il Senato approva il decreto: il testo corre verso la Camera

La riforma introduce nuove norme sul fermo preventivo, il porto d’armi bianche e le tutele legali per le forze dell’ordine impegnate in servizio.

Il Senato della Repubblica ha dato il via libera al decreto sicurezza con 96 voti favorevoli e 46 contrari, concludendo una discussione in Aula proseguita ininterrottamente per oltre dieci ore. Il provvedimento, varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 24 febbraio, si sposta adesso alla Camera dei Deputati per la conversione definitiva in legge. I tempi per l’approvazione finale restano estremamente ridotti, poiché il termine ultimo per la validità del decreto è fissato per il prossimo 25 aprile.

L’iter legislativo ha affrontato un percorso accidentato a causa della forte opposizione del centrosinistra, che ha presentato oltre mille emendamenti durante i lavori in commissione Affari costituzionali e un numero analogo durante il dibattito in Aula.

Il decreto contiene diverse misure che modificano l’attuale gestione dell’ordine pubblico e della sorveglianza urbana

Tra i punti principali figura l’introduzione del fermo preventivo di 12 ore per i soggetti ritenuti pericolosi in prossimità di manifestazioni o cortei. Il testo stabilisce inoltre una maggiore protezione legale per gli operatori della sicurezza, definita come “scudo” per gli agenti, che viene estesa a tutti i soggetti che finiscono nel registro degli indagati per aver commesso un reato in presenza di una causa di giustificazione. Sul fronte della pubblica incolumità, il governo ha previsto una stretta rigorosa sul possesso di coltelli e oggetti atti ad offendere, oltre a nuove procedure accelerate per i rimpatri dei migranti.

L’attenzione si sposta ora sul dibattito territoriale e sull’applicazione di queste norme nelle grandi città siciliane, dove il tema della vivibilità e della prevenzione dei reati di strada resta centrale nel dibattito pubblico. Il passaggio alla Camera rappresenta l’ultimo scoglio prima che le nuove disposizioni diventino operative a tutti gli effetti su scala nazionale. Resta da capire se le opposizioni tenteranno un’ultima resistenza o se il calendario compresso favorirà una rapida chiusura dei lavori parlamentari per evitare la decadenza del decreto entro la scadenza fissata.

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