Cinema-Teatro-Musica

Debutta a Palermo Seră Biserică: in scena gli abusi sulle donne rumene

Giovedì 17 settembre alle 21.30 presso S. M. dello Spasimo a Palermo la prima di Seră biserică (traduzione dal rumeno: “La serra-chiesa“), performance teatrale di Giacomo Guarneri (diretta da Giacomo Guarneri e Marcella Vaccarino) che accende i riflettori su un tema di scottante attualità, la condizione di sfruttamento, ricatto e abuso subita da tantissime donne romene nelle campagne del ragusano.

Lo spettacolo, coprodotto dal CISS/Cooperazione Internazionale Sud Sud di Palermo, andrà in scena nell’ambito della campagna di sensibilizzazione “Io non tratto” del CISS. “Io Non Tratto” è una campagna controla Tratta di esseri umani, realizzata nell’ambito del progetto “Root – Azioni integrate contro la tratta” finanziato dall’Unione Europea.

L’idea di uno spettacolo che raccontasse cosa accade nelle campagne del ragusano è dell’associazione vittoriese “Santa Briganti” che lo ha coprodotto assieme all’associazione “La pentola nera” di Palermo.  Seră biserică è il frutto di una ricerca sul campo condotta lungo tutta la “costa trasformata” del ragusano, dove Guarneri e Vaccarino hanno incontrato braccianti romene, ricercatori, sindacalisti e associazioni di volontari sensibili alle loro condizioni. Guarneri e Vaccarino con questo spettacolo cercano di raccontare la quotidianità che affrontano queste donne, la loro consuetudine.

Siamo in uno dei distretti ortofrutticoli più importanti d’Italia, il centro di un sistema produttivo che esporta in tutta Europa in cui il passaggio da un’agricoltura stagionale alle coltivazioni perenni ha richiamato migliaia di migranti, dapprima uomini e poi donne, tante lavoratrici romene ricattabili, vulnerabili e isolate, soggette ad un doppio sfruttamento, lavorativo e sessuale, in moltissime delle serre che hanno cambiato l’aspetto e gli equilibri di quel territorio. Il CISS ha sostenuto il debutto di Seră biserică a Palermo perché dà voce alle storie di due donne, emblematiche della ricattabilità, della vulnerabilità e della violenza che possono incontrare nei loro percorsi di viaggio e di vita le persone che migrano, le donne in maniera particolare, e perché è importante rompere il silenzio e l’isolamento, informare e sensibilizzare contro il loro sfruttamento, lavorativo e sessuale, per sostenere la necessità un cambiamento culturale, sociale e produttivo.

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