Totò Cuffaro: «Senza preferenze la democrazia è mutilata. Serve una legge elettorale che restituisca dignità alla rappresentanza»
L’ex presidente della Regione Siciliana: «I cittadini devono tornare a scegliere i propri rappresentanti, non i capipartito».

Totò Cuffaro rilancia: «Con le preferenze la democrazia torna ai cittadini»
L’ex presidente della Regione: stop a liste bloccate e parlamentari nominati, serve un ritorno al proporzionale con preferenze.
13 settembre 2025 Totò Cuffaro, già presidente della Regione Siciliana, interviene nel dibattito sulla nuova legge elettorale con una presa di posizione netta: «Non è un tecnicismo, ma il cuore della democrazia. Chi sceglie i rappresentanti del popolo? I cittadini o i capipartito?».
Dal Porcellum al Rosatellum: «Parlamento di nominati»
Per Cuffaro la crisi della rappresentanza ha radici lontane. «Dal 2005 in poi, con il Porcellum, l’Italicum e oggi il Rosatellum, la democrazia è stata mortificata dalle liste bloccate. I parlamentari non sono più eletti, ma nominati. Il Parlamento risponde alle segreterie, non ai cittadini».
I dati confermano l’analisi: dal 2006 oltre il 90% dei parlamentari è entrato in aula grazie a liste predisposte dai partiti, senza possibilità per l’elettore di incidere. Con il Rosatellum attuale, il 64% dei seggi è assegnato con metodo proporzionale su liste bloccate, il restante 36% con collegi uninominali decisi dai vertici.
Il ritorno alle preferenze
Cuffaro indica una via d’uscita: ritornare al proporzionale con preferenze. «Solo così il cittadino potrà scegliere non soltanto il partito, ma anche la persona che conosce, di cui si fida, che vive il territorio. L’eletto deve il suo mandato agli elettori, non al favore di un segretario di partito».
I paradossi delle liste bloccate
L’ex governatore cita esempi concreti: «Oggi si può essere eletti in territori che non si conoscono e che si sono perfino criticati. Questo accade perché si viene inseriti in una lista bloccata. Una distorsione che mina la credibilità delle istituzioni».
Al contrario, con le preferenze si ricostruisce il rapporto di fiducia: chi entra in Parlamento lo fa per volontà dei cittadini, non per imposizione delle segreterie.
«Non nostalgia, ma civiltà democratica»
Cuffaro respinge ogni accusa di nostalgia: «Non è un ritorno al passato, ma una battaglia di civiltà democratica. La politica deve tornare a Roma con il consenso reale delle comunità e non con un timbro delle segreterie». Per questo ribadisce: «Le preferenze restano la via maestra per restituire dignità alla rappresentanza».
A firma di Totò Cuffaro



