Cuffaro resta ai domiciliari: il Tribunale del Riesame respinge il ricorso
Confermata la misura cautelare per l'ex governatore siciliano. Respinto anche il ricorso dell'ex autista Vito Raso

Il Tribunale ha confermato i domiciliari per Totò Cuffaro, ex governatore della Regione Siciliana, respingendo la richiesta di revoca della misura cautelare presentata dai suoi legali. L’ex presidente è accusato di associazione a delinquere e corruzione nell’ambito di un’inchiesta che ha scosso la sanità siciliana.
La decisione arriva dopo settimane di attesa e rappresenta una battuta d’arresto per la difesa dell’ex governatore. I giudici hanno infatti ritenuto che sussistano ancora le esigenze cautelari che avevano portato all’applicazione degli arresti domiciliari. Oltre al rigetto del ricorso, il tribunale ha condannato Cuffaro al pagamento delle spese del giudizio.
Secondo l’accusa, l’ex presidente della Regione Siciliana avrebbe avuto un ruolo di vertice in un comitato d’affari che ha gestito in modo illecito nomine, concorsi pubblici e appalti nel settore sanitario dell’isola. Un sistema che avrebbe permesso di controllare decisioni strategiche e spartire incarichi e contratti tra soggetti vicini al gruppo.
L’inchiesta non ha coinvolto solo Cuffaro. Il tribunale ha respinto anche la richiesta di riesame presentata da Vito Raso, ex autista e collaboratore fidato dell’ex governatore. Raso resta sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, misura cautelare meno afflittiva rispetto ai domiciliari ma che comunque limita i suoi movimenti.
La vicenda giudiziaria continua a tenere banco nel dibattito pubblico siciliano, riaccendendo i riflettori su un sistema di gestione della cosa pubblica che gli inquirenti ritengono viziato da logiche clientelari e corruttive. La difesa ha già fatto sapere che valuterà i prossimi passi da compiere, mentre la Procura prosegue nelle indagini per ricostruire l’intera rete di rapporti e interessi che ruotava attorno al presunto comitato d’affari.



