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Crocetta diserta l’incontro con i vertici del suo partito

Rosario Crocetta

Rinviato alle 21 di oggi l’incontro fra il presidente della Regione Rosario Crocetta ed i vertici del Partito democratico. Dopo un’estenuante attesa in via Bentivegna (il vertice con il governatore era stato fissato per le 15) non solo per i giornalisti ma anche per i big del partito, fra questi Raciti, Lupo, Guicciardi e Zambuto, Crocetta fa sapere solo alle 17 che era stato trattenuto dai lavori in giunta e che quindi, l’incontro si sarebbe svolto in serata.

Sul tavolo importanti questioni per il futuro del Governo, a partire da una più robusta rappresentanza del Pd all’interno della giunta. E’ il pensiero condiviso dal segretario regionale, Fausto Raciti, dal suo predecessore, Giuseppe Lupo e dal capogruppo del Pd all’Ars, il make- peace Baldo Guicciardi. Nell’attesa che il governatore della Sicilia si materializzasse, Lupo ha accennato ai cronisti alcuni punti che proporrà a Crocetta. “ Al presidente presenteremo alcuni punti programmatici su alcune questioni che riteniamo fondamentali. Il rimpasto? Non lo è, ma proporremo comunque degli aggiustamenti che saranno concordati e condivisi con il governatore, così che tutte le aree del pd abbiano una giusta rappresentanza”.

Riserbo assoluto sui nomi “sono scelte del presidente, di concetto con il partito, non posso anticipare cose che per altro non so”, taglia corto Lupo. A frenare la curiosità dei cronisti ci pensa Guicciardi, per il quale l’interesse dei cittadini “non è proiettato sui nomi presenti o futuri, loro si aspettano le riforme, che già questo governo sta facendo”. Poi una stoccata alla stampa: “Avete definito la Manovrino, una manovra con due importanti interventi: il tetto da 160 mila euro per gli stipendi dei dipendenti regionali e abbattimento del 5 per cento di beni e servizi: solo nella Sanita’ si risparmiano 50 milioni di euro”.

Ancora incalzato dai cronisti sulla frattura sanata solo a parole fra Crocetta ed i suoi colleghi di partito, il capogruppo del pd all’Assemblea regionale risponde: “L’auspicio e’ ricomporre la frattura. Con il presidente definiremo una cronoprogramma con le riforme da qui al 31 luglio quando chiudera’ l’assemblea. Poi, ovviamente, se ci sono incomprensioni interne di rappresentanza da superare, verranno affrontate”.

E guarda caso, una delle più recenti incomprensioni riguardano la mozione di sfiducia contro l’assessore regionale alle Attività produttive, Linda Vancheri, avanzata dal Movimento 5 stelle e appoggiata dai due deputati della maggioranza Arancio e Alloro. “La loro e’ una posizione individuale- dice Guicciardi- il gruppo non e’ stato informato”.

Guicciardi preferisce non sbilanciarsi e non fare valutazioni sul governo: “ Impossibile dare un giudizio su una giunta fatta l’altro ieri. Il problema è che c’e’ un pezzo del pd che non ha rappresentanza nell’esecutivo. Siamo qua per risolvere i problemi”. Già, ma come e con chi? Con una figura evanescente, quella del presidente, che diserta- solo per poche ore, sia chiaro- un importante incontro con i vertici del suo stesso partito, sia pure per altri rilevanti appuntamenti, come quello della giunta pomeridiana, convocata “con urgenza sui problemi legati al Fondo di coesione e sviluppo”. Sono state le parole di Crocetta ai giornalisti presenti all’Ars, nelle stesse ore in cui era atteso in via Bentivegna.

“Raciti non è ottimista ( e d’altronde come potrebbe esserlo?) – prosegue il governatore- Gramsci parlava di pessimismo della volontà e ottimismo dell’intelligenza. Bisogna vedere se lui ha voglia o meno di incontrarmi- azzarda- . Se ne ha ci metta volontà e ottimismo, io lo sono”. Intanto, Raciti era lì ad aspettarlo.

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