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Crisi Teatro Biondo: tra sponsor e polemiche va di scena “Non si sa come”

Foto internet

Pino Caruso è andato in scena al Teatro Biondo il 27 Febbraio con l’opera Pirandelliana “Non si sa come“. Mai titolo fu così ben appropriato in considerazione della ennesima minacciata sospensione della messa in scena per la grave crisi che continua ad investire il teatro.

Certamente non può bastare la buona volontà solo dei lavoratori che con un grande sforzo e spirito di sacrificio si sono autoridotti la paga del 40% e si sarebbe dovuto vedere lo stesso spirito anche da parte della Direzione che non ha accennato minimamente a partecipare  ai sacrifici  sul modello operaio. Oggi come ieri i sindacati insorgono non si sa bene se adeguatamente convinti… Infatti alla conferenza stampa per la presentazione dell’opera teatrale di Sciascia L’Onorevole, molta scena se l’ha conquistata un sindacalista che in politichese ha confermato l’importanza del sacrificio dei lavoratori che avrebbe così permesso l’apertura del sipario, e nel contempo apprezzando la meritoria opera e l’impegno del Direttore artistico  senza nessuna critica né sollevando polemiche .

Dove erano i sindacati quando si permise al consiglio di concedere un ruolo ed un incarico ad un Vice Direttore artistico con un aggravio sul disastrato bilancio di uno  stipendio in più? Bisognava  stare in silenzio e far lavorare un trasversal-riciclato tale Sandro Tranchina che, non pago della disastrosa avventura portata avanti con forti polemiche al Maggio Musicale Fiorentino al seguito del Sovrintendente Francesco Giambrone, rientra a Palermo  riproponendo una rifondata Cricca della Cultura cosi’ come la ebbe a chiamare Davide Faraone in riferimento a Montevergini, Daverio, Alfio Scuderi quest’ultimo trasversal ricliclato di tutte le giunte… In odore ultimo di regista…. uomo che banchettava con i suoi  amici artisti legati allo stesso in continuità di lavoro al Montevergini… che da luogo di Cultura fu dallo stesso trasformato in taverna a vino.

Ci chiediamo allora: il sindacato a Palermo è un’altra cosa rispetto a quello di Firenze che chiese la testa  del Tranchina mettendo in serie difficoltà la gestione Giambrone?

Ci giunge notizia che il consigliere comunale Giulio Cusimano ha chiesto le dimissioni di Roberto Alajmo pur consapevoli che il suo incarico di Direttore Artistico non prevede azione politica amministrativa.

Paolo Santoro

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