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Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? Limoli, Lombardo, Lupo e Maira

Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars (Foto Internet)

Prosegue con un nuovo capitolo la nostra rassegna sull’attività legislativa dei parlamentari siciliani nel corso della quindicesima legislatura all’Ars. Questa volta apriamo col parlarvi di Giuseppe Limoli, eletto nelle liste del Pdl nel collegio di Catania con 15.770 voti.

Limoli, alla seconda legislatura, è stato membro della commissione ai Servizi sociali e sanitari e ha presentato quattro disegni di legge come primo firmatario e 33 come cofirmatario, di cui due sono stati convertiti in altrettanti leggi regionali. È stato uno dei più fermi oppositori alla riforma del settore sanitario voluta e promossa dall’assessore Massimo Russo. Vicinissimo alla corrente catanese del Pdl guidata da Giuseppe Castiglione e Pino Firrarello, ex sindaco di Ramacca, è uno degli avversari più agguerriti di Lombardo. Sicura la sua ricandidatura.

Eletto il 14 aprile del 2008 come 32° presidente della Regione Siciliana, con 1 mln 859 mila 821 voti che hanno rappresentato il 65 per cento delle preferenze, Raffaele Lombardo è stato fra i governatori più discussi dell’intera storia dell’autonomia sicula. Sostenuto dalle liste dell’Mpa, di cui è stato fondatore e segretario, dal Pdl e dall’Udc, ha progressivamente spostato la linea del suo governo verso le forze di centrosinistra e dopo aver ottenuto l’appoggio delle frange scissioniste di Grande Sud e Fli, ha mantenuto in vita il suo mandato grazie al decisivo e discusso sostegno del Pd.

Sono state complessivamente quattro le Giunte Lombardo, senza contare gli altrettanto numerosi rimpasti per un totale di 34 assessori. Ha lasciato la guida della Regione dopo essere stato rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, dimettendosi il 31 luglio, e terminando il mandato con nove mesi di anticipo. Per i suoi oppositori ha tradito i propri elettori, non ha mantenuto le promesse di autonomia e si è mosso solo per conservare il potere e soddisfare le clientele. Per i suoi sostenitori è stato invece il primo vero presidente dei siciliani che si è battuto contro le forze politiche nordiste e ha gettato le basi per la vera autonomia siciliana. Sono 109 i decreti legge presentati da Lombardo come primo firmatario e uno come cofirmatario, 48 dei quali sono poi divenuti leggi regionali. Ha già annunciato che non si ricandiderà e che si ritirerà dalla politica, non prima di aver dato il via al nuovo Mpa, divenuto Partito dei Siciliani.

Discusso segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo è stato eletto nelle liste del suo partito nel collegio di Palermo con 11.161 voti. Componente delle commissioni al Bilancio e Programmazione, alla Cultura, Formazione e Lavoro e del comitato sulla qualità della legislazione, ha presentato sei decreti legge come primo firmatario e 78 come cofirmatario, sette dei quali sono stati effettivamente convertiti in legge. È stato fra i meno convinti dell’appoggio che il suo partito ha dato a Lombardo, consentendogli di tenere in vita il suo governo e per questo è stato oggetto di critiche (e furiosi liti) all’interno della sua formazione politica. In forte contrasto soprattutto con Cracolici (che dell’appoggio a Lombardo è stato il grande tessitore) ha affrontato la sfiducia dei suoi stessi compagni, senza però dare seguito alle richieste di dimissioni. Dopo aver promosso una mozione di sfiducia al governatore, ne ha salutato con favore le dimissioni ufficiali. È stato il primo firmatario del ddl sul credito d’imposta regionale a favore delle imprese e dell’assunzione di lavoratori svantaggiati. Nonostante le frizioni interne al suo partito, non dovrebbe essere in dubbio la sua ricandidatura.

Capogruppo all’Ars del Pid, dove è transitato dopo essere stato eletto nelle liste dell’Udc con 6.513 preferenze ottenute nel collegio di Caltanissetta, Rudi Maira è stato vicepresidente della commissione Antimafia e componente delle commissioni agli Affari Istituzionali, al Regolamento e sulla verifica dei poteri. Maira, al terzo mandato, ha presentato 13 disegni di legge come primo firmatario e 35 come cofirmatario, di cui sette sono poi diventati altrettante leggi regionali. È stato l’autore del ddl blocca nomine, ma è stato fra coloro i quali hanno affossato l’emendamento anticorruzione e antimafia con la votazione a scrutinio segreto, e di quello che ha bloccato le assunzioni nei consorzi di bonifica. Dopo aver promosso la nascita di una lista civica Pid/Pdl con la candidatura a presidente di Innocenzo Leontini per riavvicinare gli autonomisti al suo schieramento le forze di centrodestra, con il sostegno del suo partito alla candidatura di Nello Musumeci è parzialmente ritornato su posizioni più moderate. Certa la sua ricandidatura.

Luca Mangogna

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Un commento

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta alle seguenti domande:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che le imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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