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Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? Laccoto, Lentini, Leontini e Lo Giudice

Palazzo dei Normanni
Palazzo dei Normanni sede dell’Ars

Proseguiamo con la nostra inchiesta sull’attività legislativa dei parlamentari siciliani durante l’appena terminata quindicesima legislatura dell’Ars.

Continuiamo col parlarvi di Pippo Laccoto, eletto nelle liste del Pd del collegio di Messina con 8.307 voti. Laccoto, alla terza legislatura, è stato presidente della commissione ai Servizi sociali e sanitari, di cui era già stato vicepresidente sino a luglio 2009, e componente della commissione verifica dei poteri.

Ha presentato tre disegni di legge come primo firmatario e 65 come cofirmatario, di cui però solo due hanno concluso positivamente il loro iter e sono divenuti leggi regionali. È stato fra i più convinti sostenitori del ddl blocca nomine che ha di fatto bocciato le nomine di sottogoverno di Lombardo fatte negli ultimi mesi, mentre in passato era fra le voci più favorevoli all’appoggio filogovernativo del suo partito. In tempi più recenti si è detto favorevole alla riforma del sistema di gestione dei rifiuti e la riassegnazione del servizio ai comuni. Sicura la sua ricandidatura, nome di punta del Pd nel Messinese.

Vice presidente della commissione alla Cultura, Formazione e Lavoro, nonché componente del comitato per la qualità della legislazione, Salvatore Lentini è stato eletto nelle liste dell’Mpa con 6.982 preferenze ottenute nel collegio di Palermo, per poi passare nel corso della legislatura nelle fila dell’Udc. Ha presentato 13 disegni di legge come primo firmatario e 32 come cofirmatario, sei dei quali sono poi divenuti leggi regionali. È stato l’autore del ddl che ha regolamentato la formazione professionale e quello a favore della diffusione della lingua dei segni come lingua ufficiale dei sordi, nonché per il reinserimento degli over 50 nel mondo del lavoro. Ha lasciato l’Mpa in forte polemica con Lombardo, da lui accusato di essere un accentratore e di non avere a cuore i problemi di Palermo. Ha già fatto partire la campagna elettorale per la sua rielezione.

Eletto nelle liste del Pdl del collegio di Ragusa con 12.918 voti, Innocenzo Leontini, al quarto mandato parlamentare all’Ars, è stato componente delle commissioni al Bilancio e alla Programmazione, al Regolamento, sulla vigilanza della biblioteca e di quella d’indagine sul piano d’informatizzazione della Regione. Ha presentato nove disegni di legge come primo firmatario e 42 come cofirmatario, di cui cinque sono stati convertiti in leggi regionali. È l’autore del ddl sulle norme che hanno regolarizzato il passaggio al digitale terrestre in Sicilia e quello che ha regolamentato l’operatività degli aeroporti nell’Isola. Leontini, capogruppo del Pdl all’Ars, già sindaco e assessore del Comune di Ispica, nonché assessore alla Sanità nel 1998, e all’Agricoltura nel 2004, si era lanciato come candidato presidente di una lista congiunta Pid-Cantiere Popolare/Pdl sino a quando è arrivato Nello Musumeci ad attirare le mire del centrodestra. Nonostante la delusione patita, è già partita la campagna elettorale per la sua rielezione.

Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Trapani, Pio Lo Giudice è stato eletto nelle liste dell’Udc con 10.298 preferenze. Passato nelle fila dell’Api, lasciato in disaccordo con i vertici nazionali del partito, non ha aderito agli scissionisti di Mps ed è quindi transitato nel Gruppo Misto. Vice presidente della commissione ai Servizi sociali e sanitari, è stato fra coloro che ha salutato con favore la riforma della sanità regionale portata avanti dall’assessore Massimo Russo. Ha presentato un disegno di legge come primo firmatario e 25 come cofirmatario, di cui due divenuti leggi regionali. Pare che abbia rinunciato alla ricandidatura e alle velleità di politico per tornare a svolgere la sua professione.

Luca Mangogna

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Un commento

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta alle seguenti domande:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che le imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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