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Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? Ferrara, Giuffrida e Greco

Palazzo dei Normanni
Foto di Carlo Columba (http://www.flickr.com/photos/lorca/)

Nuovo appuntamento con la nostra rubrica che esamina l’attività legislativa dei deputati siciliani nel corso dell’appena conclusa quindicesima legislatura. Questa volta apriamo parlando di Massimo Ferrara, eletto nelle liste del Pd del collegio di Trapani con 3.889 preferenze. Ferrara, neurochirurgo in pensione, è stato componente della commissione ai Servizi sociali e sanitari e di quella d’esame sulle attività dell’Unione Europea. Ha presentato 19 disegni di legge come primo firmatario e 75 come cofirmatario, ma solo cinque di loro sono stati approvati dall’Assemblea e convertiti in legge. È stato promotore di un ddl che si preoccupi di tutelare il patrimonio culturale siciliano e ha promosso la distribuzione di software open source nella pubblica amministrazione negli enti dell’Isola e si è detto assolutamente favorevole alla proposta di abolizione delle province. Vicino alle posizioni del segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo, ha al contrario aspramente criticato l’operato del suo capogruppo all’Ars, Antonello Cracolici. Ha già annunciato che non si ricandiderà, dichiarando conclusa la sua esperienza da deputato e la sua volontà di fare spazio alle giovani leve.

Eletto nelle liste dell’Udc con 5.932 voti nel collegio di Catania, Salvo Giuffrida è entrato definitivamente come deputato all’Ars solo dopo la definitiva sospensione di Fausto Maria Fagone, avvenuta il 31 maggio del 2011, a causa dei suoi procedimenti giudiziari. Membro della commissione d’indagine sulla Formazione professionale, ha presentato cinque disegni di legge come primo firmatario e 15 come cofirmatario, ma nessuno di questi è stato convertito in legge. Ex sindaco di Tremestieri Etneo, ha presentato recentemente una mozione sulla discussa riduzione del 20 per cento ai trasporti locali e una sulla tutela della libertà religiosa. Come legislatore ha invece proposto un ddl a tutela della filiera agro-alimentare per il consumo dei prodotti sostenibili. Ha già fatto partire la campagna elettorale per la sua ricandidatura all’Ars.

Membro del gruppo parlamentare di Mps, ma eletto nelle liste del Pdl del collegio di Palermo con 12.913 voti, Giovanni Greco è stato, nel corso della legislatura, segretario della commissione sulla qualità della legislazione e componente della commissione Affari Istituzionali e di quella d’esame sulle attività dell’Unione Europea. Ha presentato due disegni di legge come primo firmatario e 20 come cofirmatario, e due di questi sono stati effettivamente convertiti in legge. È stato l’unico deputato a votare contro la riduzione da 90 a 70 dei parlamentari siciliani e fra quelli che hanno fatto saltare l’emendamento antimafia e anticorruzione al ddl blocca nomine. La sua ricandidatura dovrebbe essere quasi certa, nelle liste del nuovo Partito dei Siciliani.

Luca Mangogna

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Un commento

  1. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta alle seguenti domande:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che le imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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