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Cos’hanno fatto i deputati dell’Ars? Faraone, Forzese e Gennuso

Continuiamo con la nostra inchiesta sull’attività dei deputati siciliani in seno all’Ars nel corso della legislatura appena conclusa. È il turno di Davide Faraone del Pd, eletto nel collegio di Palermo con 8.086 voti e componente della commissione all’Ambiente e Territorio.

Faraone, 37 anni è esponente della frangia del suo partito definita “I rottamatori” e guidata dall’attuale sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che si batte per un rinnovamento dei vertici della nomenclatura della formazione guidata a livello nazionale dal segretario Pierluigi Bersani. Proprio per questa corrente del partito, ha corso, non senza polemiche, alle primarie del centrosinistra per il candidato sindaco a Palermo, venendo battuto da Fabrizio Ferrandelli. Durante la sua attività da deputato ha presentato 24 disegni di legge come primo firmatario e 58 come cofirmatario, di cui cinque sono stati convertiti in legge. Ha promosso personalmente un ddl per stanziare fondi ai paesi alluvionati del Palermitano nell’autunno del 2010 e si è battuto per non far perdere i fondi di riserva agli enti locali. La sua ricandidatura è legata agli sviluppi attorno alle correnti del suo partito.

Eletto nelle liste dell’Mpa nel collegio di Catania con 9.363 preferenze, Marco Forzese, è poi passato nelle fila dell’Udc in contrasto con l’operato della Giunta Lombardo e con quello del suo partito. Segretario della commissione d’esame sull’attività dell’Unione Europea, e componente di quelle alla Cultura, Formazione e Lavoro e ai Servizi sociali e sanitari, Forzese ha presentato sette disegni di legge come primo firmatario e 27 come cofirmatario, e due di questi sono stati poi approvati dall’Assemblea e convertite in leggi. È stato uno dei deputati che avevano promosso le dimissioni di massa per far sciogliere l’Ars, progetto poi caduto a seguito delle dimissioni di Lombardo. Quale membro della commissione ai Servizi sociali ha invece prestato attenzione alle problematiche psicopedagogiche, lanciando un atto di indirizzo su questo al Governo regionale. La sua ricandidatura è certa, tant’è che venuto fuori il suo nome come probabile vice di Rosario Crocetta.

Coordinatore provinciale dell’Mpa a Siracusa, Pippo Gennuso è stato eletto nel collegio della sua città e nelle liste del suo partito con 14.326 voti. Componente della commissione d’esame sulle attività dell’Unione Europea, ha presentato 10 disegni di legge come primo firmatario e 11 come cofirmatario, di cui solo uno però ha terminato il suo percorso ed è divenuto legge regionale.

Nonostante qualche contrasto nei mesi passati, ha consolidato la sua posizione all’interno del partito del governatore uscente, tant’è che si vocifera di una candidatura anche a livello nazionale. Attento alle problematiche legate al suo territorio, ha promosso una mozione per il riconoscimento dello stato di calamità naturale per le zone della Sicilia orientale colpite da nubifragi nel marzo scorso e s’è battuto per mantenere attivi i presidi ospedalieri di Noto e Avola. Certa la sua ricandidatura.

Luca Mangogna

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2 commenti

  1. Secondo me, e’ solo un problema di ignoranza, questi signori, o molti di loro, non hanno mai letto e se lo hanno letto non lo hanno capito, lo Statuto della Regione Sicilia, perché se lo avessero letto, certamente lo “spirito” dello Statuto li avrebbe coinvolti nell’orgoglio di essere Siciliani. La maggioranza di questi signori non gliene fotte niente degli interessi della N/s. Terra, gli preme solo riempirsi la pancia. Ed e’ per questo che bisogna cogliere questa occasione elettorale, per partecipare in massa al voto e fare eleggere le persone piu competenti e per bene possibile. Informarsi, informarsi, informarsi a chi appartengono veramente e quali programmi snelli e chiari sostengono.

  2. E’ bene conoscere cosa hanno fatto i Deputati all’ARS, nel corso della legislatura. Contestualmente però, bisognerebbe chiedere e pretendere, da loro, una esauriente risposta alle seguenti domande:
    1.- Perché non hanno mosso un dito contro la persistente violazione, da parte del Governo Nazionale, dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che non è un privilegio ma è un diritto dei Siciliani?….
    2.- Perché hanno permesso che le imprese industriali e commerciali, operanti in Sicilia pagassero i relativi tributi alle Regioni dove queste hanno la sede sociale ((Milano, Torino, Genova, Roma), violando il principio della territorialità, nella riscossione dei tributi?…invece di pretendere il rispetto dell’art. 37 dello Statuto e la Sicilia riscuotere direttamente tali tributi e reinvestire i proventi, per l’eliminazione o l’attenuazione dei danni ambientali provocati?… Mentre hanno consentito, permesso, tollerato che la Sicilia subisse e subisce i disastrosi e forse irreversibili danni ambientali, l’insostenibile inquinamento atmosferico e marino, gli elevati rischi per la salute degli abitanti delle zone adiacenti gli stabilimenti incriminati.
    3.- Cosa hanno intenzione di fare nella prossima legislatura? battersi per l’applicazione integrale dello Statuto Speciale?… o perseverare nella sudditanza psicologica e nel timore riverenziale verso gli Autorevoli Rappresentanti del Governo Nazionale?….
    4.- Ai Siciliani mi permetto di ricordare un pensiero di Andrea Camilleri:“I Siciliani vivono male la loro condizione di essere Siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente”.”

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