Corruzione, pm chiedono due anni e mezzo per l’imprenditrice Cannariato
L'ex moglie del titolare di Sicily by Car è accusata di aver finanziato un convegno con 30 mila euro pubblici in cambio di un lavoro al nipote dell'assessora Amata. Sentenza il 20 aprile

GIUSTIZIA
Corruzione, pm chiedono due anni e mezzo per l’imprenditrice Cannariato: il processo si decide il 20 aprile
La moglie separata del titolare di Sicily by Car è accusata di aver ottenuto un finanziamento da 30 mila euro per la Fondazione Bellisario in cambio di un lavoro al nipote dell’assessora Amata
I pm Andrea Fusco e Felice De Benedittis hanno depositato la richiesta di condanna nei confronti di Marcella Cannariato, imprenditrice e moglie separata di Tommaso Dragotto, titolare di Sicily by Car: per lei i pubblici ministeri chiedono due anni e sei mesi nell’ambito di un procedimento per corruzione che vede coinvolta anche l’assessora regionale al Turismo, Elvira Amata, di Fratelli d’Italia.
Le due imputate hanno scelto strade processuali diverse. Cannariato, difesa dagli avvocati Vincenzo Lo Re e Giada Traina, ha optato per il rito abbreviato; Amata, assistita dall’avvocato Giuseppe Gerbino, ha scelto invece il rito ordinario. I due procedimenti convergeranno comunque verso un’unica data: il 20 aprile è fissata la decisione in entrambe le sedi.
L’udienza preliminare a carico dell’assessora Amata, prevista per oggi, è stata rinviata al 14 aprile per un impedimento dell’imputata.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, Cannariato avrebbe agito in qualità di rappresentante della Fondazione Bellisario in Sicilia: in questo ruolo avrebbe ottenuto un finanziamento di 30 mila euro per un convegno organizzato a Palermo dall’istituzione benefica. In cambio, sostengono i pm, avrebbe procurato al nipote dell’assessora Amata un lavoro e un alloggio per sei mesi.
Il 20 aprile si chiuderà una doppia pagina giudiziaria che da mesi pesa su due figure ben distinte nel panorama siciliano: un’imprenditrice legata al mondo dei noleggi e un’esponente di governo regionale. Quella data dirà se le accuse reggono o cedono davanti ai giudici.



