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Il business delle salme al Cervello: mazzette e accordi illeciti tra obitorio e pompe funebri

Tre dipendenti agli arresti domiciliari, quattro impresari funebri obbligati a presentarsi alla polizia

CORRUZIONE

Mazzette all’obitorio del Cervello: la Polizia ferma quattro impresari funebri

Nei giorni scorsi erano finiti agli arresti domiciliari tre dipendenti dell’ospedale

Soldi in cambio di precedenza sulle salme. È questo il nucleo dell’inchiesta che il 21 febbraio ha portato la sezione Anticorruzione della Squadra Mobile di Palermo a notificare misure cautelari – obbligo di presentazione agli uffici di polizia giudiziaria – a quattro referenti di imprese funebri locali, su ordinanza del gip del tribunale di Palermo e delega della locale procura della Repubblica.

Gli investigatori li ritengono gravemente indiziati di aver commesso, a vario titolo, delitti di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio, tutti connessi alla gestione delle salme dei deceduti presso il presidio ospedaliero “Cervello” di Palermo.

L’accusa è corruzione per la gestione delle salme al Cervello di Palermo

Il provvedimento odierno arriva al termine di interrogatori preventivi degli indagati ed è il secondo atto di un’indagine più ampia avviata nei primi mesi del 2024, condotta con l’ausilio di numerose intercettazioni sia al Policlinico sia all’ospedale Cervello. Già nei giorni scorsi, la stessa sezione Anticorruzione aveva eseguito un’altra ordinanza del gip. con cui tre dipendenti dell’obitorio ospedaliero del Cervello erano stati posti agli arresti domiciliari, ritenuti gravemente indiziati di appartenere a un’associazione a delinquere finalizzata a reati di corruzione.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i quattro impresari funebri avrebbero versato denaro ai componenti dell’associazione in cambio di favori nella gestione delle salme. In almeno un caso documentato, la tangente avrebbe avuto come oggetto un servizio ancora più delicato: accelerare le pratiche di dimissione della salma attraverso l’esecuzione dell’elettrocardiogramma in luogo del medico, una procedura che solo personale sanitario autorizzato può svolgere.

I fatti contestati riguardano uno degli ospedali pubblici della città. Le famiglie dei defunti, nel momento più difficile, non sapevano che dietro la gestione burocratica delle salme si muovevano accordi e pagamenti tra privati e dipendenti pubblici.

Vale la pena ricordare che, come stabilisce la Costituzione, la responsabilità penale degli indagati potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva passata in giudicato.

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