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CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO DECRETO RISTORI: CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

A rivolgersi all’Agenzia delle Entrate è un lavoratore autonomo, che nel mese di aprile 2020 ha subito un calo del fatturato di oltre il 90 per cento rispetto ad aprile 2019.

Il libero professionista con istanza di interpello, ha chiesto se fosse possibile per lui fare richiesta del nuovo contributo a fondo perduto introdotto dal decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137 (c.d. decreto Ristori), in ragione del fatto che il bonus da 600 euro, di cui ha beneficiato a marzo, è stato considerato non cumulabile con il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio, al quale dichiara di aver rinunciato.

L’Agenzia delle Entrate in merito a tale quesito ha dato parere positivo.

Nello specifico, ha chiarito che con il successivo decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137 (c.d. decreto ristori), il legislatore ha introdotto ulteriori disposizioni sempre allo scopo di compensare i gravi effetti economici e finanziari subiti da determinate categorie di operatori economici in conseguenza della pandemia da COVID- 19.

L’articolo 1 del citato decreto prevede, infatti, un ulteriore contributo a fondo perduto al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020 per contenere la diffusione dell’epidemia in atto.

L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che il contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1 del decreto Ristori rappresenta un ulteriore beneficio di natura monetaria previsto dal legislatore in conseguenza del perdurare della situazione di difficoltà in favore dei soggetti maggiormente colpiti dall’emergenza da COVID-19, spettante al ricorrere dei nuovi .

Detto in altri termini, al verificarsi di tutte le altre condizioni di legge, anche il professionista beneficiario del bonus INPS per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020 può richiedere i ristori, aiuti che risultano quindi cumulabili.

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