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Contrasto sostanze stupefacenti: arrestato giovane palermitano con 900 gr di droga

E’ accaduto nel week-end a Palermo, quando i Carabinieri della Stazione Palermo Falde in piena notte, nel corso di un controllo eseguito in via Ammiraglio Rizzo fermavano due giovani in atteggiamento sospettoso e guardingo, in un luogo appartato.

I due compagni accompagnati in caserma per un controllo più approfondito, su richiesta dei militari stessi, il giovane Riccardo Bandolo, palermitano classe 1979, noto alle forze dell’ordine riferiva di detenere presso il proprio domicilio una modica quantità di stupefacente per uso personale. Così si decideva di eseguire una perquisizione presso l’abitazione di via La Mantia Vito, nell’abitazione sopra indicata.

Sul letto veniva subito rinvenuta una consistente quantità di sostanza stupefacente del tipo marijuana sparsa alla rinfusa, questa veniva raccolta e posta in uno scatolo rinvenuto in loco. Sempre sul letto vi era una scatola di scarpe Nike con all’interno una busta in plastica trasparente contenente a sua volta altra sostanza del medesimo tipo.

In un mobile della cucina posto sotto il lavello vi era un sacchetto in plastica di colore bianco contenente ulteriore sostanza stupefacente; in altra dispensa vi era un vaso in vetro trasparente contenente marijuana finemente triturata e pronta all’uso. Continuata la perquisizione si rinvenivano in un cassetto della medesima cucina una scatola di un cellulare Galaxy S5 contenente tre foglietti riportanti diversi nominativi con a fianco indicati somme di denaro e pesi dello stupefacente ceduto o da cedere. In altro cassetto vi erano due bilance digitali con divisione 0.1 gr..

A questo punto si procedeva al sequestro della sostanza sopra indicata per un peso complessivo di 900 grammi circa e delle attrezzature nonché del telefono cellulare in uso all’interessato.

La sostanza stupefacente inoltre sarà inviata al laboratorio analisi stupefacenti del comando provinciale dei carabinieri di Palermo per le analisi quantitative e qualitative.

La competente Autorità disponeva che l’arrestato fosse trattenuto presso le camere di sicurezza in Caserma, per essere giudicato con rito direttissimo, conclusosi con la convalida e la misura cautelare in carcere.

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